Caos Pd Napoli, Congresso rinviato all’ultimo minuto: batosta per Casillo

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Caos Pd Napoli, Congresso rinviato all’ultimo minuto: batosta per Casillo

Rinviato il Congresso Pd a Napoli. A mezz’ora dalla mezzanotte arriva lo stop da Roma. Tre righe secche inviate dal garante nazionale, Alberto Losacco con una mail ai tre candidati, ai segretari e a tutti gli organi del partito. “Su indicazione del vicesegretario Maurizio Martina i congressi di circolo previsti per domani 12 novembre, sono rinviati a domenica 19 novembre”.

Oddati e gli ex Ds la spuntano

Alla fine Nicola Oddati e i capibastone degli ex Ds hanno la meglio sugli ex Dc guidati da Mario Casillo e Lello Topo. “Da subito si cominci a lavorare per un Congresso limpido, trasparente e regolare – il commento a caldo di Oddati -. Ringrazio Renzi e il gruppo dirigente nazionale. Ricostruiamo il Pd a Napoli e nell’area metropolitana, insieme”.  In mattinata l’ultimo appello al segretario nazionale, Matteo Renzi a rinviare il Congresso per le irregolarità riscontrate nell’anagrafe degli iscritti, l’approvazione del regolamento a colpi di maggioranza senza condivisione, i ritardi nell’organizzazione con circoli fino a ieri ancora senza sedi, né calendari per il voto. In caso contrario Oddati e i suoi oggi avrebbero disertato le urne, vigilato e contato i votati “uno ad uno” e non solo. Il candidato aveva anche annunciato di portare tutto il partito in tribunale chiedendo danni morali e materiali se il suo nome non fosse stato cancellato dalle schede elettorali (cosa impossibile perché erano tutte già stampate).

La trattativa

Per tutta la giornata di ieri trattative e pressing del presidente Pd Matteo Orfini e di Martina – area che con con Valeria Valente, Andrea Cozzolino, il consigliere regionale Antonio Marciano sostengono Oddati – su Renzi che fin dall’inizio aveva chiesto ai capicorrenti nazionali di trovare un accordo per evitare l’ennesimo disastro Napoli. Ma niente di fatto e così Casillo e Topo sono andati avanti ad ariete fino a ieri quando è arrivata la doccia gelata.

De Luca decisivo

Non solo la paura di un Congresso deserto e di una guerra tra le componenti renziane  che avrebbe portato a possibili scandali partoriti dalle lotte intestine. Gli ex Ds pur tenendosi lontani dalle urne, avevano minacciato di vigilare a colpi di filmati coi cellulari su eventuali brogli e irregolarità. Ma ad essere decisivo il fedelissimo di Renzi, Vincenzo De Luca. Oddati è un suo uomo. Senza rinvio il candidato di Casillo e Topo, Massimo Costa avrebbe di fatto vinto a tavolino. E il governatore avuto non solo lo schiaffo dei capibastone che già gli avevano mostrato i muscoli non accettando la sua proposta di candidato unitario, ma anche quello di Roma. Rendendo così la coppia Casillo-Topo ancora più forte e danneggiandolo.

L’assist dei garanti regionali

Che le cose per questi ultimi due si stavano mettendo male era già chiaro nel pomeriggio con la delibera-terremoto, la n.38, della commissione regionale di garanzia. “Verificata la violazione dei principi di informazione e partecipazione del regolamento congressuale approvato dalla direzione regionale – scrive la commissione – si dichiara l’invalidità delle assemblee di circolo che si dovessero svolgere”. Un parere espresso in seguito ad alcune segnalazioni e ai ricorsi a firma di De Fleury, Di Pietro, Lombardi e Menniti. Arrivato a 24 ore dal voto, non a caso. Se il Congresso si fosse tenuto, chi avrebbe voluto fare ricorso avrebbe avuto di fatto in questo modo già un documento a suo favore.

Rientro iscritti 2017

Ora il rinvio la partita si riapre ed è tutta da giocare. Lo slittamento di una settimana potrebbe permettere agli ex Ds di far integrare anche la platea 2017, ben 5mila iscritti che al momento sono esclusi dal Congresso. E quindi di recuperare anche altre tessere come quelle di Edoardo Melisse, magari. Tutto sarà più chiaro nelle prossime ore e tutto come sempre in casa Pd potrà mutare fino all’ultimo secondo. Una cosa è certa: il partito napoletano nel caos è ancora una volta sotto i riflettori nazionali. 

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