Congresso atto secondo, ma c’è il ricorso di Oddati. Ipotesi commissario orlandiano

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Congresso atto secondo, ma c’è il ricorso di Oddati. Ipotesi commissario orlandiano

Congresso, secondo atto. Mentre il sipario ormai è già calato sul partito napoletano, i capibastone ex Dc mettono in scena la seconda parte della tragedia per l’elezione del segretario provinciale. Chiamando alle urne sabato i 28 circoli rimasti chiusi. Tutto questo con un commissario, forse orlandiano, dietro le quinte e il candidato degli ex Ds, Nicola Oddati che irrompe sul palcoscenico depositando il ricorso. No, non è un teatro, al massimo un teatrino: quello del Pd a Napoli.

Congresso in due tempi

Congresso Pd in due tempi. Recall per i circoli Pd di Napoli e provincia che non hanno preso parte alle elezioni domenica scorsa. Con una delibera votata ieri pomeriggio la Commissione provinciale per il Congresso ha indetto le votazioni in quelle sezioni rimaste chiuse. Gli iscritti potranno votare dalle 9 alle 14, mentre le discussioni delle mozioni – in campo Massimo Costa e Tommaso Ederoclite – potranno svolgersi venerdì. Si aprono le urne nelle sezioni di Napoli città dal Vomero a Soccavo (in tutto 12), a Ottaviano, Piano di Sorrento, San Gennaro Vesuviano, Vico Equense fino a Castellammare dove il sindaco ,Antonio Pannullo aveva messo il lucchetto alla sede. Di questi, 17 circoli non avevano neanche ritirato il kit per votare. Per la maggior parte circoli con dirigenti vicini agli ex Ds che hanno disertato le urne, denunciando il mancato rispetto delle regole, ritardi organizzativi e chiedendo il rinvio del Congresso. Un rinvio ‘benedetto’ dal vicesegretario nazionale, Maurizio Martina, recepito dal garante nazionale Alberto Losacco e la mattina stessa delle elezioni, smentito dal responsabile Organizzazione Pd, Andrea Rossi. Il caos continua con la decisione di una seconda data (deliberati anche i congressi di circolo territoriali che dovranno celebrarsi entro il 17 dicembre). Tutto questo mentre non è ancora chiaro se il voto espresso domenica è valido.

Tra ricorsi e presa di tempo

Oddati ieri pomeriggio ha presentato il ricorso alla Commissione provinciale, che in serata a maggioranza l’ha bocciato. Ora la palla passa alla Commissione regionale. Nonostante questo si pensa bene di richiamare alle urne. “Un atto di tracotanza, ma continueremo la battaglia” promettono Oddati e i suoi. Si resta in attesa di un segnale che da Roma non arriva e di un’intesa tra i capicorrente nazionali che sembra impossibile. Riunioni ad oltranza anche ieri tra i capibastone locali.

Politiche, la paura di Casillo

I plichi nella sede della Federazione Pd restano chiusi, convalida e proclamazione del vincitore rimandata ancora. Ora con l’escamotage del richiamo alle urne. Un modo anche per racimolare altri voti. Il Congresso di domenica è stato un flop, si parla di circa 7mila votanti. Dati non ancora ufficiali fino a quando non si apriranno i plichi con i verbali dei seggi. E che potrebbero rivelare non solo un partito alla frutta, cosa ormai nota, ma soprattutto che Mario Casillo e Lello Topo non hanno portato al voto i militanti. E quindi che al di là della maggioranza che sbandierano, la partita per le Politiche è anche in mano agli ex Ds, che hanno disertato le urne.

Il commissario: spunta Marco Rossi Doria

Intanto si fanno sempre più insistenti le voci dell’arrivo di un commissario. E che non è escluso possa essere orlandiano. Gli uomini di Andrea Orlando hanno appoggiato all’ultimo momento il candidato degli ex Dc, Costa – al momento vincitore a tavolino e non proclamato -, ma sono più distanti dalle lotte tra le componenti renziane. In più la partita Napoli potrebbe essere un modo per Matteo Renzi di rinsaldare i rapporti, dopo che ieri in direzione nazionale gli orlandiani si sono astenuti dal votare la relazione. Corsi e ricorsi: il ministro della Giustizia è già stato commissario a Napoli. Un nome orlandiano spendibile potrebbe essere quello di Marco Rossi Doria, il maestro di strada nei vicoli difficili di Napoli, molto stimato anche dall’ex premier.

M5S all’attacco

Se il destino del Congresso sarà presto scritto, quello del Pd lo descrive il parlamentare del M5S, Roberto Fico. “L’autoreferenzialità costante, le lotte intestine, le divisioni, le correnti e le correntine fanno sì che il Pd non guardi al miglioramento di una città come Napoli.  Rimane finalizzato tutto su se stesso” dice. “Se mi comporto in questo modo al mio interno è chiaro che lo farò anche una volta al governo. I napoletani hanno capito tutto questo e perciò non votano più il Pd”.

I28 CIRCOLI PD AL VOTO SABATO

Arzano
Barano
Carbonara
Castellammare
Cicciano
Massa di Somma
Napoli-Arenella
Napoli-Avvocata
Napoli-Mercato
Napoli-Montecalvario
Napoli-Piscinola
Napoli-Poggioreale
Napoli-San Giovanni a Teduccio
Napoli-Secondigliano
Napoli-Posillipo
Napoli-Soccavo
Napoli-Vicaria
Napoli-Vomero
Ottaviano
Piano
Pollena
Pozzuoli
Procida
San Gennaro Vesuviano
Sant’Antonio Abate
Saviano
Tufino
Vico Equense

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