Centri sociali e movimenti si candidano: “La sinistra siamo noi”. Ecco la lista degli esclusi

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Centri sociali e movimenti si candidano: “La sinistra siamo noi”. Ecco la lista degli esclusi

Ora sognano il Parlamento e scendono in campo per le prossime Politiche. Gli attivisti dei centri sociali si candidano: domani alle 18 all’ex Opg di Napoli si terrà quella che definiscono “la prima” del loro debutto sulla scena politica nazionale. “Se nessuno ci rappresenta, lo facciamo noi”: movimenti, associazioni,  comitati di lotta, reti studentesche e mondi di sinistra, con in prima linea pezzi e militanti di Rifondazione comunista, insieme con una Lista popolare. E con un solo slogan: “Potere al popolo”.

“La sinistra siamo noi”

Lavoratori che devono far quadrare i conti a fine mese,  precari, disoccupati, poveri, donne vittime di soprusi e discriminazioni, studenti consegnati a un futuro di sfruttamento e a un’istruzione di bassa qualità, migranti. “Siamo le persone normali, quelli colpiti dalle politiche dei governi, quelli che non hanno voce, ma che non si sono arresi” si presentano così nel video spot. In poche parole “il mondo degli esclusi”, quello che la settimana scorsa ha manifestato per le strade della città, è pronto a conquistare Roma. “Siamo noi la sinistra” avevano gridato i movimenti alla leader Cgil, Susanna Camusso e a Massimo D’Alema, europarlamentare Mdp, ‘cacciati’ via dall’Università Federico II, dove sarebbero dovuti intervenire.

Il tentativo fallito Mdp

Fallito a Roma al teatro Brancaccio il tentativo di un cartello elettorale che avrebbe dovuto radunare vari progetti extra Pd con Tomaso Montanari, Anna Falcone, Sinistra italiana, Mdp e Giuliano Pisapia. “La sinistra da troppo tempo è lontana dal popolo, si perde in inutili accrocchi invece di risolvere i problemi reali delle persone – spiegano gli attivisti  –. L’annullamento dell’assemblea che avrebbe dovuto dar seguito al percorso del Brancaccio, per cui tanti avevano profuso impegno in buona fede, è stata l’ennesima dimostrazione. Noi che siamo stati cacciati dal Brancaccio, vogliamo accogliere tutti, dare modo a tutte quelle forze pulite, alle assemblee territoriali, di riaprire una strada”.

Il pienone all’assemblea nazionale

A rafforzare gli attivisti la prima assemblea nazionale tenutasi sabato scorso a Roma: teatro Italia strapieno con un migliaio di persone. Cinque ore di dibattito e una quarantina di interventi, tra cui quello di Giuseppe Aragno. Cinquecento persone collegate da tutta Italia per seguire la diretta e 90mila visualizzazioni per il video di lancio. “Tre generazioni si sono riunite e hanno finalmente dialogato, mondi delle organizzazioni di sinistra che si sono ritrovati insieme ai movimenti sociali”.

Si parte da Napoli

Domani si entra nel vivo per organizzare le prossime mosse e discutere quello che sarà il programma che poi verrà sottoposto nelle assemblee territoriali. Un progetto politico che parte da Napoli, ma attraverserà tutta l’Italia: tanti gli ex opg e movimenti coinvolti e che da anni fanno attività sociali sui territori. Al loro fianco ci saranno anche molti militanti di Rifondazione che vanta sedi dalla Val d’Aosta ad Agrigento. “Una sfida folle e difficile, ma vogliamo cambiare le cose e farci carico dei bisogni popolari e delle diseguaglianze sociali, di cui nessuno si occupa. Utilizzeremo gli strumenti che abbiamo sempre messo in campo – dice Chiara, una delle ‘leader’ ex Opg – ovvero solidarietà, mutualismo e controllo popolare”.  Una sfida che avrebbe voluto raccogliere anche Luigi de Magistris, da sempre vicino ai centri sociali, con la sua lista deMa che poi però è naufragata.

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