Allarme inquinamento al porto di Napoli, arriva il Noe e l’Arpac avvia i prelievi

Marina Cappitti,  

Allarme inquinamento al porto di Napoli, arriva il Noe e l’Arpac avvia i prelievi
Il Porto di Napoli e' pronto a cambiare volto per diventare piu' moderno, piu' ecocompatibile, piu' attraente per i turisti e piu' concorrenziale sul mercato delle rotte commerciali. Il passo politico decisivo per dare il via ai lavori e' arrivato nei giorni scorsi dal Comune di Napoli che ha approvato il nuovo piano regolatore, gia' varato dal Comitato Portuale. Si sbloccano cosi' i 240 milioni di euro da fondi europei ottenuti dalla Regione Campania grazie al progetto per il Grande Porto di Napoli, che prevede interventi radicali, che cambieranno profondamente il volto dello scalo napoletano. Il progetto prevede anche una grande attenzione alla sostenibilita' del porto con 22 milioni di euro, dedicati alle energie alternative a partire dal fotovoltaico. ANSA/CESARE ABBATE/ARCHIVIO

NAPOLI  – C’è l’allarme possibile danno ambientale nel porto di Napoli. Sarebbe stata una segnalazione anonima a far scattare ieri i controlli del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri e la successiva richiesta di analisi al settore bonifica dell’Arpac (l’agenzia regionale per la protezione ambientale in Campania).Analisi sulla DarsenaSotto i riflettori la nuova Darsena di Levante, dove già a partire dai prossimi giorni i tecnici Arpac cominceranno i rilevi sull’area della colmata, nella vasca di riempimento e nel mare, per verificare la regolarità degli sversamenti dei fanghi e del materiale di risulta. Ma verificheranno anche la zona molto al di sotto della base, in profondità, per escludere la possibilità di interramenti anomali. Diversamente, infatti, se le analisi dovessero confermare altro si potrebbero aprire preoccupanti scenari nell’area che confina con San Giovanni a Teduccio, già provata e messa in ginocchio dall’inquinamento e dal degrado. Un progetto quella della Darsena di Levante, per cui appunto sono in corso i lavori di tombamento del terminal e di dragaggio dei fondali, che prevede un’unica banchina di 660 metri lineari. Il cantiere di Levante con un milione di metri cubi di sedimenti da riversare nella cassa di colmata servirà a realizzare la superficie di terra per sistemare otto moderne gru “paceco” per scaricare e caricare le navi, realizzare uffici, offcine e gate.

L’interrogazione grillina

Sempre i lavori per la Darsena di Levante nel porto di Napoli, proprio di recente tra l’altro, sono stati al centro di un’interrogazione parlamentare presentata da 40 senatori del Movimento Cinque Stelle con primo firmatario Vincenzo Presutto al ministro dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.  “I lavori per la Darsena di Levante sono costati 24 milioni in più del previsto e come se non bastasse l’Autorità portuale ha pure rinunciato ad incassare undici milioni in penali per i tre anni di ritardo” denunciano i parlamentari grillini chiedendo ad entrambi i ministri di sollecitare anche l’intervento dell’Anac e della Corte dei Conti. “L’autorità portuale – si legge nel documento – ha sborsato una cifra enorme all’Ati Trevi Spa che ha vinto l’appalto. L’autorità portuale ha bandito la gara ma non ha vigilato affinché fosse completato nei tempi e nelle modalità richieste”. E ancora “Chiediamo di verificare l’inquinamento ambientale che deriverebbe dalla dispersione di sostanze inquinanti dovuta alla parziale permeabilità della vasca di colmata non rispettosa dei limiti di permeabilità del tufo imposti dalla normativa e quindi parzialmente inidonea all’accoglimento dei materiali del dragaggio e suscettibile di recare pregiudizio alla salubrità dell’ambiente”.

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