Torre del Greco, assessore indagato due volte in sei mesi: ora rischia la poltrona

Alberto Dortucci,  

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Torre del Greco. A causa delle sue «vicissitudini giudiziarie» la giunta comunale targata Giovanni Palomba è riuscita – in meno di sei mesi – a eguagliare l’unico record del precedente esecutivo cittadino di cui il mobiliere di via monsignor Felice Romano avrebbe volentieri fatto a meno. Ovvero, finire in due differenti inchieste aperte dalla procura di Torre Annunziata sulla gestione degli appalti pubblici all’ombra del Vesuvio.

Ma se gli avvisi di garanzia a carico della squadra di governo cittadino guidata da Ciro Borriello erano stati «equamente» distribuiti tra i fedelissimi del leader locale del centrodestra – uno all’assessore all’ambiente Salvatore Quirino e uno all’assessore ai lavori pubblici Luigi Mele – a fare saltare il banco dei principi di legalità e trasparenza sventolati da Giovanni Palomba in campagna elettorale è stato il solo Vincenzo Sannino, l’ex dirigente del settore urbanistica per 24 ore in predicato di essere il candidato sindaco del Pd alle scorse elezioni.

Il primo avviso di proroga delle indagini – relativo a una gara del verde pubblico – era, in verità, arrivato alla vigilia della nomina da assessore. Una doccia gelata davanti a cui il leader della carovana del buongoverno decise di non fare retromarcia: «Si tratta di episodi legati alla passata gestione, non mi interessa», aveva tagliato corto Giovanni Palomba. Adesso, tuttavia, lo scenario potrebbe cambiare. Perché il secondo avviso di proroga delle indagini notificato al delegato ai lavori pubblici riguarda una gara d’appalto aggiudicata a gennaio del 2018 e coinvolge – insieme a Salvatore Loffredo e a Ciro Ferola – il direttore del cimitero Aniello Brancaccio, padre del consigliere comunale pronto a sponsorizzare la nomina di Vincenzo Sannino.

Insomma – considerata la recente approvazione in giunta di un project financing per assegnare ai privati la realizzazione di una nuova ala del camposanto – il sindaco Giovanni Palomba, stavolta, potrebbe fare valutazioni diverse rispetto a luglio. «Ho appreso la notizia da Metropolis Quotidiano – spiega il primo cittadino – e non ho avuto modo di parlare con Vincenzo Sannino. Presto incontrerò l’assessore per cercare di capire bene la questione». Come a dire: passi per il primo «incidente di percorso», ma il secondo potrebbe costare la poltrona all’assessore.

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