Torre Annunziata: Gionta, pizzo al porto. Mani anche sui silos

Ciro Formisano,  

Torre Annunziata: Gionta, pizzo al porto. Mani anche sui silos

A Torre Annunziata il pizzo è una tassa fissa che i commercianti pagano da sempre. Come se fosse normale. Nessuno si salva dalla morsa dei clan. Dai piccoli imprenditori alle grandi aziende. Dalla ditta del cemento all’agenzia funebre. Dai pescatori fino ai titolari dei silos di grano che affacciano sul porto. Un business enorme che per decenni ha arricchito le casse del clan Gionta, la cosca padrona di Fortapàsc che detta legge nei vicoli del centro storico. Dietro questo inquietante affresco di 30 anni di camorra ci sono i racconti di due pentiti. Aniello Nasto, alias “quarto piano” e Michele Palumbo, noto come “munnezza”. Il primo è un ex gregario dei Valentini che ha pagato col sangue la sua scelta di passare dalla parte dello Stato: «Mi hanno ammazzato due fratelli che non c’entravano niente», le parole ripetute con rabbia.

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CRONACA