Tifoso morto a Milano. Parla uno degli arrestati: l’investitore non era nella colonna dei tifosi napoletani

Redazione,  

Tifoso morto a Milano. Parla uno degli arrestati: l’investitore non era nella colonna dei tifosi napoletani

MILANO – Secondo Luca Da Ros, uno dei tre arrestati per gli scontri del 26 dicembre prima di Inter Napoli, la vettura che ha investito e ucciso Daniele Belardinelli, 38 anni, ultras del Varese (la cui tifoseria è gemellata con quella nerazzurra) non apparteneva alla colonna dei tifosi partenopei presa d’assalto nei pressi di via Novara. Difeso da un nuovo legale, Alberto Tucci, dal momento che il precedente, Mirko Perlino, ha rinunciato al mandato perché incompatibile dopo le dichiarazioni di Da Ros, il ragazzo ha ricostruito davanti al gip Guido Salvini le fasi degli incidenti spiegando che, a suo avviso, la vettura che ha travolto Belardinelli, pur procedendo verso lo stadio Meazza (e non in senso opposto come a una prima ricostruzione), non apparteneva alla colonna. Il legale ha chiesto che non sia applicata la misura della custodia cautelare in carcere per il giovane incensurato.

Acquisito audio degli ultrà napoletani sugli scontri. Riferimenti precisi a due gruppi del tifo organizzato

Un audio “senza censure” che riporta il commento di un ultras napoletano nei momenti immediatamente successivi agli scontri avvenuti prima diInter-Napoli a Milano, il 26 dicembre scorso, a seguito dei quali è morto un altro ultras, Daniele Belardinelli, è stato acquisito dagli investigatori che indagano sull’episodio. L’audio era circolato ieri pomeriggio su un sito degli ultras napoletani, dove però alcuni nomi dei presenti citati erano stati coperti. Ieri sera su una emittente televisiva sportiva, invece, e poi su un sito degli ultras dell’Inter l’audio è stato mandato in onda ‘pulito’. Ora è stato acquisito dalla Polizia di Stato. In esso, oltre a frasi e valutazioni su quanti feriti ci fossero e sulle modalità degli scontri, in cui sarebbero stati coinvolti 100 tifosi napoletani (più o meno tanti quanti erano gli interisti aggressori) si fa esplicito riferimento a un presunto gruppo della curva partenopea, ‘La paranza del Barone’e a un non meglio precisato “furgone di Carmine di Napoli”. Durante la spiegazione concitata dell’accaduto si fa anche riferimento a una breve “tregua” negli scontri, durante la quale i tifosi napoletani hanno permesso agli interisti di”riprendersi uno che sembrava morto” (probabilmente Belardinelli, ndR) e per questo dopo sono stati “applauditi” dai rivali nerazzurri.

Il capo degli ultras interisti accusato da uno degli arrestati in questura

Si trova in questura con il suo legale, l’avvocato Mirko Perlino, il leader della curva dell’Inter indicato da uno dei tifosi arrestati per gli incidenti pre Inter-Napoli di mercoledì scorso come organizzatore degli incidenti. Dopo le parole del giovane durante l’interrogatorio di convalida, Perlino ha rinunciato al mandato in quanto aveva già assistito il leader ultras annoverato tra i promotori dell’assalto alla colonna di mezzi dei tifosi napoletani.

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