Caos giunta a Torre del Greco, le grane degli ex Borrielliani. E il rimpasto si allontana

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Alberto Dortucci,  

Caos giunta a Torre del Greco, le grane degli ex Borrielliani.  E il rimpasto si allontana

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Torre del Greco. In teoria, l’accordo per la rivoluzione- bluff era stato trovato: via solo l’ex poliziotto Pietro De Rosa – il delegato all’ambiente sgradito alla maggioranza degli alleati del sindaco Giovanni Palomba – e dentro un esponente della lista civica La Svolta capitanata dal «camaleonte » Ciro Piccirillo. Per il resto, tutti salvi – a dispetto dei disastrosi risultati ottenuti fino a oggi dalla giunta nominata a luglio del 2018 – in attesa di sciogliere il nodo relativo a Monica Ascione, formalmente rimasta senza riferimenti in consiglio comunale. Ma, a sparigliare le carte del falso azzeramento dell’esecutivo cittadino, ci hanno pensato due ex fedelissimi di Ciro Borriello: prima il politico-ultrà Pasquale Brancaccio e poi il «delfino» di Donato Capone, il presidente del consiglio comunale Felice Gaglione.

Il criterio delle nomine

La prima grana è scoppiata durante la riunione di maggioranza organizzata all’interno del comitato elettorale del primo cittadino. Un incontro per affrontare il nodo delle deleghe – a prescindere dai nomi, vari schieramenti puntano a incrementare il «peso» dei propri incarichi – ma riportata da Pasquale Brancaccio sulla questione del criterio scelto dalla coalizione per indicare gli assessori: «Se resta confermati il principio di un nome ogni due assessori, i conti non tornano», l’affondo del leader della lista civica il Cittadino. Un chiaro riferimento all’assessore Anna Pizzo – delegata a eventi, cultura e urbanistica – a oggi sostenuta dal solo Michele Langella, l’unico superstite della lista civica Dai dopo la fuga di Salvatore Gargiulo all’affollata corte di Ciro Piccirillo. Addirittura senza riferimenti in consiglio comunale l’ingegnere Monica Ascione, la figlia d’arte espressione di Insieme per la città, la lista civica fondata dal padre e utilizzata come un «autobus » da Carmela Pomposo e Simone Gramegna per arrivare a palazzo Baronale per la prima volta. Ma a «tutelare» l’ingegnere al debutto in politica ci sarebbe – il condizionale è d’obbligo, alla luce dei precedenti – un patto tra il sindaco Giovanni Palomba e lo stesso Ciro Piccirillo, pronto a concedere al primo cittadino ulteriore tempo prima di spingere per il secondo assessore spettante alla lista civica La Svolta.

L’ora delle sorprese

Non meno sorprendente la mossa di Felice Gaglione, il capo dell’assise a cui – complice le modifiche al regolamento comunale proposte dalla commissione consiliare presieduta da Gaetano Frulio – comincia a mancare il terreno sotto i piedi. Per scongiurare il rischio di finire sfiduciato alla prima occasione utile, il funzionario dell’Asl Napoli 3 Sud – in tandem con la sua partner elettorale Iolanda Mennella – si è accordato con Antonio Spierto per portare in aula il movimento Ora. L’attuale esponente dell’opposizione – in passato vicesindaco di Ciro Borriello – lascerà proprio a Iolanda Mennella il ruolo di capogruppo e voterà i provvedimenti della maggioranza volta per volta. Ma il nuovo gruppo a tre, inevitabilmente, sposta gli equilibri all’interno della coalizione. L’iniziale super-gruppo della lista civica il Cittadino si è ridotto a soli tre consiglieri comunali – Pasquale Brancaccio, Luigi Caldarola e Stefano Abilitato, il politico finito sotto i riflettori della procura di Torre Annunziata per l’inchiesta sul voto di scambio – e a oggi esprime due assessori: la «straniera» Luisa Refuto e l’indagato Vincenzo Sannino. Quindi, in base ai criteri (ri)lanciati da Pasquale Brancaccio, i conti non tornerebbero. Spine destinate a essere affrontate durante la nuova riunione di maggioranza in programma oggi, ma non senza inevitabili polemiche e malumori.

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