Da Borriello a Palomba non cambia il «sistema politico» a Torre del Greco: scaricato il capo di gabinetto

Alberto Dortucci,  
Alberto Dortucci,  

Da Borriello a Palomba non cambia il «sistema politico» a Torre del Greco: scaricato il capo di gabinetto

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Torre del Greco. Un film già visto. Un vero e proprio déjà vu, come direbbero in Francia. Perché il passaggio da Ciro Borriello a Giovanni Palomba non basta a cambiare le «logiche politiche» di palazzo Baronale. E così, esattamente come accadde all’epoca del leader locale del centrodestra, il capo di gabinetto Luigi Pepe è stato «scaricato» per fare spazio a un alleato del primo cittadino.

In passato toccò a miss 1.200 preferenze Alessandra Tabernacolo prendere il posto dell’ex inviato di guerra della Rai per liberare un posto in giunta, adesso potrebbe essere Alfonso Ascione – rimasto «orfano» della figlia Monica Ascione, costretta a rassegnare le dimissioni da assessore per fare spazio all’esuberante studentessa Elene Ciavolino Margalitashvili sponsorizzata dalla lista civica La Svolta dopo la «bellezza» dei 31 voti raccolti alle elezioni – a occupare la poltrona da «funzionario politico» del Comune.

Una mossa studiata a tavolino dallo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio sia per accontentare il super-gruppo guidato dall’ex consigliere comunale Salvatore Antifono – alle porte c’è la discussione in aula del bilancio 2019 – sia per non perdere uno dei propri sostenitori della prima ora. Così – a 24 ore dal mini-rimpasto, completato con l’ingresso di Giovanni Marino al posto dell’ex dirigente di polizia Pietro De Rosa – puntuale è arrivato il benservito al capo di gabinetto: «Alcuni compiti previsti, come sovrintendere all’ufficio di assistenza al sindaco, la cura del rapporti con i diversi assessori per vari interventi, la direzione della segreteria particolare, l’organizzazione delle attività di carattere gestionale di supporto al sindaco non sono stati pienamente rispondenti alle aspettative», la formula «dorotea» utilizzata dal sindaco Giovanni Palomba per non mortificare la professionalità dell’ex uomo di Ciro Borriello.

Ma la sostanza, rispetto al passato, non cambia: d’ora in avanti, il capo di gabinetto avrà un mese di tempo per liberare la scrivania – salvo ricorsi, considerato come il contratto di lavoro firmato a ottobre aveva la durata di un anno – e poi, tramite bando pubblico, sarà individuato il suo successore. Una formalità, considerato come la scelta – fatti salvi i requisiti di legge – sarà basata sul rapporto fiduciario con il sindaco: una condizione in grado di posizionare, a oggi, Alfonso Ascione in pole position.

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