Torre Annunziata. Arruolati dai clan a 12 anni: «Non basta punirli, aiutiamoli»

Ciro Formisano,  

Torre Annunziata. Arruolati dai clan a 12 anni: «Non basta punirli, aiutiamoli»

Le baby gang sono la “palestra” della nuova camorra. Il campo di addestramento dove viene messa alla prova la ferocia dei boss del futuro. L’età non conta, anzi. Spesso è addirittura un vantaggio. Un’arma che serve per proteggere gli affari illeciti delle cosche dietro l’impunità riconosciuta dalla legge. I soldati di questo nuovo esercito sono bambini. Ragazzini dai 10 ai 15 anni cresciuti a pane e cattiveria nei vicoli della camorra. Quei vicoli dove il sole non batte mai e le strade sembrano sempre chiuse. Succede negli stradoni isolati della periferia di Napoli e nei labirinti cemento della provincia: da Torre Annunziata a Boscoreale, passando per Castellammare di Stabia. Un dato agghiacciante raccontato, in questi mesi, da inchieste, processi e arresti. Un allarme rilanciato, ieri, da chi la camorra la combatte guardandola negli occhi ogni giorno. Come Luigi Rinella, dirigente della Squadra Mobile di Napoli. I poliziotti, per arginare il fenomeno, hanno creato – su input della procura – persino un nucleo speciale per studiare le dinamiche interne alle baby gang.

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