Il Pd di Torre del Greco è alla canna del gas: lite anche sulla stufetta lasciata accesa in sede

Alberto Dortucci,  
Alberto Dortucci,  

Il Pd di Torre del Greco è alla canna del gas: lite anche sulla stufetta lasciata accesa in sede

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Torre del Greco. Non sono attaccati alla canna del gas, ma alla presa di corrente collegata a una stufetta alogena. L’immagine della profonda crisi in cui sono piombati i superstiti del Pd di Torre del Greco è tutta racchiusa in una stucchevole discussione tra la fedelissima del consigliere regionale Loredana Raia e le nuove leve dei Giovani Democratici, entrati in rotta di collisione con i «grandi» del circolo locale già all’indomani della scelta di sostenere la candidatura a sindaco di Giovanni Palomba. Una scelta mai ufficializzata – a causa del «pastrocchio» concluso con la mancata presentazione della lista alle elezioni del 10 giugno 2018 e con le successive dimissioni del segretario cittadino Massimo Meo – eppure capace di segnare un profondo solco tra i capibastone dell’ex colosso di centrosinistra e il gruppo-baby guidato da Domenico Colantuono.

Separati in casa

In scia alle dinamiche già messe in campo dai precedenti leader locali dei Gd – in primis toccò a Giuseppe Stasio e poi alla «rossa» Ilaria Esposito – l’ultimo arrivato in casa-Pd non ha esitato a indossare i panni del «contestatore». Restando, a differenza dei predecessori, al calduccio della sede di via Circumvallazione: una posizione di comodo – a dispetto della ferma opposizione interna – in particolare durante il «gelido inverno» successivo all’interminabile serie di flop messi in fila dai democrat della quarta città della Campania. E proprio il «calduccio» della sede di via Circumvallazione si è trasformato in un’occasione di scontro interno al Pd. Per carità, non si parla di questioni politiche, praticamente messe al bando dall’agenda dei superstiti capitanati dal professore Antonio Cutolo – costretto, alla soglia degli 80 anni, a tenere insieme i cocci di uno schieramento sceso sotto i 300 iscritti – bensì di sterili polemiche economiche.

La stufetta della discordia

Alla base dell’ennesimo botta & risposta tra «grandi e piccoli» c’è stata, infatti, una banale dimenticanza: una stufetta alogena lasciata accesa all’interno dei locali utilizzati dai Gd per incontri e attività extra-politiche. Una «macchia» provocatoriamente evidenziata da Giovanna Sorrentino – sorella della dirigente comunale Luisa Sorrentino e «portavoce» di Loredana Raia – all’interno del gruppo WhatsApp del circolo locale del Pd: il messaggio dai toni forti – in cui non sono mancati riferimenti alla «leggerezza» di chi aveva dimenticato la stufa accesa e sibillini riferimenti all’uso gratuito della sede da parte dei separati in casa dei Gd – ha innescato l’immediata risposta di Domenico Colantuono. Pronto a chiedere scusa perla dimenticanza e a garantire maggiore attenzione per il futuro. Un futuro che, viste le premesse, si annuncia ricco di nuvole e bufere. Con buona pace della primavera in arrivo e delle stufette destinate a finire negli sgabuzzini.

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