Mensa scolastica a Torre del Greco: sono finite le scuse. E il sindaco «minaccia» i dirigenti

Alberto Dortucci,  
Alberto Dortucci,  

Mensa scolastica a Torre del Greco: sono finite le scuse. E il sindaco «minaccia» i dirigenti

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Torre del Greco. «Altrimenti ci arrabbiamo» minacciavano Bud Spencer e Terence Hill in un film-cult degli anni Settanta. Il sindaco Giovanni Palomba non avrà il fisico di Ben e Kid – i protagonisti della pellicola prodotta dal compianto Mario Cecchi Gori – ma, stavolta, non ha esitato a mandare lo stesso messaggio ai «dirigenti d’oro» del Comune: «Altrimenti mi arrabbio», la presa di posizione – la prima in sette mesi di mandato a palazzo Baronale – assunta dallo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio. Il riferimento, ovviamente, non è alla dune buggy vinta dai protagonisti del lungometraggio bensì al servizio di refezione scolastica a Torre del Greco. Diventato, insieme alla cronica emergenza rifiuti, il «simbolo» dei fallimenti accumulati fino a oggi dalla carovana del buongoverno uscita vincitrice dal ballottaggio del 24 giugno 2018 con la coalizione targata Luigi Mele.

Addio all’ultima scusa

A due mesi dall’aggiudicazione dell’appalto da 5,6 milioni l’anno alla Sagifi di Napoli, infatti, sembrerebbe – il condizionale è d’obbligo, alla luce della lunga serie di annunci-flop – caduto l’ultimo «ostacolo» alla partenza della mensa all’interno degli istituti comprensivi cittadini: il Tar Campania ha respinto, infatti, la richiesta di sospensiva con cui la ditta Sirio di Cercola – terza classificata e aggiudicataria del precedente bando promosso dall’ex amministrazione comunale targata Ciro Borriello – avrebbe voluto «congelare» tutti gli atti della procedura adottata dall’ente di palazzo Baronale. Al termine dell’udienza a cui ha regolarmente preso parte il Comune – rappresentato dall’avvocato Antonioluigi Iacomino – i giudici del tribunale amministrativo regionale non hanno ritenuto opportuno fermare tutto, aggiornato la discussione sul merito del ricorso al 27 maggio. Dunque, formalmente sono finite le scuse fino a oggi utilizzate per frenare la refezione scolastica.

Il calvario infinito

L’agonia legata alla gara dei veleni era cominciata a metà dicembre, all’epoca dell’aggiudicazione sotto riserva di legge dell’appalto alla Sagifi di Napoli. Lo stop alla «dieta del panino» per circa 400 alunni era stato inizialmente previsto per metà gennaio, salvo poi slittare – alla luce di una serie di «anomalie» rilevate all’interno del centro di cottura di Sant’Antonio – al 4 febbraio, a 24 ore dall’iniziale udienza fissata davanti al Tar Campania. Di qui, la decisione del super-funzionario Ernesto Merlino di attendere il verdetto giudiziario prima di dare il via al servizio di refezione scolastica. Ora, caduto il muro finale, non dovrebbero spuntare ulteriori grane. «Altrimenti mi arrabbio», sottolinea Giovanni Palomba. A cui, evidentemente, non è piaciuto – a dispetto dell’approccio «molle» e ossequioso tenuto fino a oggi – il tira & molla su un bando già in passato finito sotto i riflettori delle forze dell’ordine.

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