Caos rifiuti a Torre del Greco: la ditta Buttol non vuole assumere i camorristi e il sindaco prende tempo

Alberto Dortucci,  
Alberto Dortucci,  

Caos rifiuti a Torre del Greco: la ditta Buttol non vuole assumere i camorristi e il sindaco prende tempo

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Torre del Greco. Si arricchisce di un nuovo capitolo la guerra dei rifiuti all’ombra del Vesuvio, dove tutto sembrava pronto per il passaggio di cantiere tra il consorzio Gema di Pagani – uscito vincitore dalla gara d’appalto promossa dall’amministrazione comunale guidata dall’ex sindaco Ciro Borriello – e la ditta Buttol di Sarno, individuata direttamente dall’attuale primo cittadino per gestire il servizio di igiene urbana per sei mesi. Sembrava, appunto. Perché – al momento del «trasferimento» del personale – il colosso ambientale già attivo a Ercolano e San Giorgio a Cremano si è opposto alla presa in carico di cinque netturbini attualmente dietro le sbarre del carcere. La ditta Buttol si è dichiarata disponibile all’assunzione di 119 lavoratori, respingendo al mittente la richiesta di passaggio di cantiere per tre netturbini-precari – il cui contratto a tempo determinato sottoscritto con il consorzio Gema era scaduto il 31 gennaio del 2019 – e per cinque detenuti, compresi alcuni ergastolani storicamente «in forza» all’organico della Nu.

La giornata da incubo

La trattativa – solitamente una mera formalità, considerate le due ordinanze già firmate dal leader della carovana del buongoverno – era cominciata con il piede sbagliato già alle 11, ora dell’appuntamento presso gli uffici comunali dell’ex mercato ortofrutticolo di viale Sardegna. Un incontro a cui si sono presentati il rappresentante della ditta Buttol – il dottore Luca Di Monte, fratello del pubblico ministero della Dda di Napoli – e gli esponenti delle organizzazioni sindacali di categoria. L’ente di palazzo Baronale, invece, non ha inviato nessuno sul posto: inevitabilmente la riunione è stata aggiornata alle 15 presso la vecchia sede del cral comunale all’interno degli ex Molini Meridionali Marzoli di via Calastro. Dove è scoppiata la grana delle «assunzioni-fantasma».

La battaglia per la legalità

Stavolta, il dirigente comunale pro-tempore dell’igiene urbana Generoso Serpico – l’uomo scelto direttamente da Giovanni Palomba a fine gennaio 2019 – si è degnato di partecipare alla trattativa, durante cui la ditta Buttol – una volta visionato l’elenco presentato dal consorzio Gema – ha confermato la disponibilità a procedere all’assunzione dei lavoratori in regolare possesso delle ultime 8 buste paghe, rifiutando la presa in carico dei detenuti. Una ferma presa di posizione in nome della legalità, capace di fare «sbandare» il lavoro. Le organizzazioni sindacali di categoria hanno, in maniera unanime, richiesto – come già avvenuto in precedenza tra i Fratelli Balsamo e il consorzio Gema – il passaggio di cantiere per le complessive 124 unità con l’aggiunta di un «diritto di precedenza» ai tre ex lavoratori con il contratto scaduto il 31 gennaio 2019 «laddove si dovessero presentare carenze di organico». Non solo: sotto gli occhi del dirigente comunale Generoso Serpico è stato invocato lo stesso «diritto di precedenza» per gli ex netturbini-precari assunti alla vigilia delle elezioni 2018 – alcuni poi indagati dalla procura di Torre Annunziata per voto di scambio – attraverso il piano regionale Garanzia Giovani. Proposte ritenute irricevibili dalla ditta Buttol, evidentemente pronta a fare pulizia prima all’interno del cantiere e poi in strada.

L’ultima parola al sindaco

Davanti alla fase di stallo della trattativa, le organizzazioni sindacali di categoria hanno comunicato di volere «richiedere l’intervento del sindaco per definire positivamente la questione» e di sospendere così – in attesa delle scelte di Giovanni Palomba – il passaggio di cantiere. Dal proprio canto, invece, la ditta Buttol si è dichiarata disponibile a proseguire la trattativa, purché l’ente di palazzo Baronale «revochi ad horas l’ordinanza contingente e urgente nei confronti della ditta uscente». Insomma, la partita resta aperta. E toccherà al sindaco Giovanni Palomba – fino a oggi certamente non un «decisionista» – scegliere se scongiurare il rischio-licenziamento per i detenuti e congedare in tempi record la ditta Buttol oppure abbracciare la tesi del colosso ambientale di Sarno e provare a ripulire dal primo giorno la città.

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