Castellammare, incubo diossina dopo il rogo MyWay

Redazione,  

Castellammare, incubo diossina dopo il rogo MyWay

CASTELLAMMARE DI STABIA  – A distanza di una settimana dal rogo che ha distrutto un capannone in via Ripuaria a Castellammare, gli effetti sono ancora visibili. Tanto da indurre il sindaco Gaetano Cimmino a lanciare una serie di avvertimenti per i cittadini. Consigli per evitare pericolose ripercussioni sulla salute, dopo che le fiamme hanno mandato in fumo una fabbrica di solventi disperdendo nell’aria pericolosi residui che sono caduti in una zona molto vasta nei pressi dell’azienda. Un rischio diossina che ha obbligato il primo cittadino a rivolgere un appello ai suoi concittadini: chiedendo anzitutto a tutti di “sciacquare con attenzione frutta e verdura che viene coltivata nelle zone adiacenti il rogo” per evitare ripercussioni sulla salute dei cittadini. Anche perché proprio nei pressi di via Ripuaria vi sono numerose aree che vengono adibite a terreni agricoli. Soprattutto nella zona di Schito, dove viene coltivato il famoso carciofo, passando per le zone di Fontanelle e della stessa via Ripuaria. La preoccupazione che viene evidenziata dal sindaco, massima autorità sanitaria sul territorio, è che le particelle sollevatesi dall’incendio della scorsa settimana, siano ricadute sotto forma di materiale non visibile ad occhio nudo sulla frutta e sulla verdura coltivata. Trattandosi di solventi, l’azienda My Way che è stata distrutta dal rogo era una fabbrica in cui si lavoravano vernici e prodotti cosmetici, il rischio che vi possa essere un inquinamento da diossina appare forte. Un motivo che, dunque, ha spinto il sindaco anche su segnalazione del comando dei vigili del fuoco a preparare un’apposita ordinanza. Secondo i caschi gialli, infatti, a distanza di diversi giorni dall’incendio che ha distrutto il capannone e gettato nel panico diverse famiglie, sono ancora in circolo nell’aria le particelle effetto della combustione dei solventi. Del resto proprio i residenti della zona, a distanza di pochi giorni dal fatto, lamentavano la presenza di aria irrespirabile. E nell’immediatezza del fatto sia le forze dell’ordine che l’amministrazione comunale aveva invitato la popolazione in zona a tenere porte e finestre chiuse ed evitare di uscire in strada per non entrare in contatto e respirare i residui del rogo. L’incendio si sviluppò quando erano da poco passate le 13, il fuoco si propagò in pochi istanti e avvolse l’intera fabbrica di cosmetici e i tetti degli altri capannoni. Ad alimentare le fiamme fu la presenza di un’enorme quantità di solventi che si trovano all’interno della struttura. Proprio qualche giorno prima, la My Way aveva ricevuto lo scarico del materiale necessario per la produzione. I primi ad arrivare sul posto furono i pompieri di Castellammare di Stabia, cui si aggiunsero autobotti anche da Torre del Greco e da Napoli per spegnere quell’inferno di fuoco. Venne sgomberata una palazzina vicina al complesso industriale e anche altri capannoni della zona. Dal tetto che bruciava il vento portava via pezzi di fuoco che finirono per incenerire anche due alberi che si trovano a decine di metri di distanza dall’incendio. Un incubo che durò ore. Solo alle 18 fu possibile spegnere il rogo. A innescare l’incendio, secondo le prime indiscrezioni, sarebbe stato un guasto elettrico.

Vincenzo Lamberti

CRONACA