Torre del Greco, trenta milioni di fondi europei buttati a mare

Alberto Dortucci,  
Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, trenta milioni di fondi europei buttati a mare

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Torre del Greco. Sono state tutte inaugurate durante il secondo mandato da sindaco di Ciro Borriello. E sembravano destinate – grazie alla pioggia di milioni arrivata dall’unione europea – a cambiare il volto di Torre del Greco. Un’illusione durata meno di due anni, il tempo trascorso sotto la fallimentare guida del commissario straordinario Giacomo Barbato e il primo scorcio dell’amministrazione comunale targata Giovanni Palomba: oggi la stragrande maggioranza delle opere pubbliche realizzate con i fondi del piano integrato urbano versa in condizioni di totale abbandono e degrado, con buona pace dei trenta e passa milioni di euro arrivati all’ombra del Vesuvio direttamente da Bruxelles. Soldi letteralmente buttati al vento, capaci di alimentare rimpianti e proteste per l’ennesima occasione persa per Torre del Greco.

Lo scandalo passeggiata

In cima alla lista dei grandi fallimenti spicca la passeggiata porto-scala, in principio capace di suscitare entusiasmo e apprezzamenti in tutta la città e non solo. Sia per la riqualificazione della zona di via Calastro, sia per la bellezza della location. Ma sono bastate un paio di mareggiate per distruggere la suggestiva passerella costata circa due milioni di euro. Oggi il waterfront è praticamente distrutto e ufficialmente chiuso al pubblico per motivi di sicurezza. Eppure – in attesa degli interventi promessi dall’assessore ai lavori pubblici Vincenzo Sannino su sollecitazione del consigliere comunale Pasquale Brancaccio – già sono stati avviati i lavori di montaggio delle due pedane destinate a diventare bar sugli scogli. L’ennesima conferma dell’approssimazione dell’attuale squadra di governo cittadino, pronta a chiudere la passeggiata porto-scala ai cittadini e – al tempo stesso – autorizzare i privati a installare le proprie strutture commerciali in zone al momento off-limits per ragioni di sicurezza. Le strutture fantasma Inaugurato in pompa magna a febbraio – il taglio del nastro venne affidato al vicesindaco Annarita Ottaviano e al consigliere regionale Loredana Raia – fino a oggi il centro velico è rimasto sempre chiuso. Neanche gli addetti alle pulizie sono mai passati all’interno degli ex Molini Meridionali Marzoli, come dimostrano i rifiuti accumulati lungo il «belvedere aereo» affacciato sul mare. Stessa sorte per il museo civico costruito nell’ex orfanotrofio della Santissima Trinità: un maxi-contenitore rimasto desolatamente vuoto e in larga parte già invaso dalla muffa. Non a caso, il Forum dei Giovani è stato trasferito al piano terra di palazzo Baronale.

Gli scandali giudiziari

Non bastassero i flop squisitamente politici, a rendere ulteriormente amaro il rendiconto dei lavori europei le inchieste della procura di Torre Annunziata. Capaci di bloccare a lungo l’ascensore in villa comunale, oggi tecnicamente pronto per l’inaugurazione. Ma, a dispetto delle promesse, l’area resta «frequentata» solo da vandali e teppisti pronti a imbrattare e distruggere l’opera pubblica pensata come «collegamento» tra la zona porto e il centro cittadino. Un’idea costata un milione di euro e rimasta abbandonata al proprio destino.

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