Agguato in ospedale a Napoli: colpi contro le scale, c’erano 4 persone

Redazione,  

Agguato in ospedale a Napoli: colpi contro le scale, c’erano 4 persone
Esterno dell'Ospedale 'Vecchio Pellegrini' dove un'ambulanza del 118 è stata 'sequestrata' dal parcheggio da un gruppo di facinorosi che, giunti al nosocomio a bordo di diversi scooter, hanno preteso, con minacce agli operatori, che il mezzo lì parcheggiato dopo un soccorso appena concluso intervenisse ai Quartieri Spagnoli per un incidente nel quale era morto un giovane, 28 maggio 2018. A denunciarlo l'associazione 'Nessuno tocchi Ippocrate' che ha raccolto le testimonianze degli operatori sanitari vittime del 'sequestro'. ANSA

NAPOLI – L’uomo che ha sparato nel Pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini ha esploso colpi verso la scala dove c’erano almeno quattro persone. È quanto emerge dal video della telecamera di sorveglianza visionato dai vertici dell’Asl Napoli 1 e poi consegnato ai carabinieri. Nel video si vede l’uomo armato che corre verso il cortile dell’ospedale e un altro che si alza di scatto e corre verso le scale del pronto soccorso. A quel punto l’uomo armato comincia a sparare non curante del fatto che su quella stessa scala stavano salendo altre persone oltre al suo obbiettivo in fuga.

«Hanno sparato nel mucchio e ad altezza d’uomo. Si è passato ogni limite»

“Chi ha sparato al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini ha esploso colpi di pistola nel mucchio e ad altezza d’uomo. Stanotte si è passato ogni limite”. Lo afferma il commissario straordinario dell’Asl Ciro Verdoliva dopo la sparatoria avvenuta all’ospedale che si trova nel rione napoletano della Pignasecca.  “C’erano quattro persone – racconta Verdoliva – che erano su quella scala dove si è rifugiato l’uomo che fuggiva ma questo non ha fermato l’uomo armato, che ha sparato comunque”. Il Commissario dell’Asl spiega che “gli addetti dell’ospedale sono profondamente turbati ma stamattina sono qui a proseguire il loro servizio, come hanno fatto anche stanotte. C’è ormai consapevolezza che neanche gli ospedali sono un luogo rispettato”.

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