Torre del Greco, la carovana di Palomba perde pezzi. Addio shock di Gaglione: «Non voglio passare guai»

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, la carovana di Palomba perde pezzi. Addio shock di Gaglione: «Non voglio passare guai»

Torre del Greco, l'affare-rimborsi spacca La Svolta: dopo Orlando, l'addio di Pomposo
Torre del Greco, gli abusi della famiglia del sindaco: venti inquilini a rischio sfratto

Torre del Greco. La seconda «bomba» in 24 ore è scoppiata a palazzo Baronale intorno alle 13, quando Felice Gaglione – mister 1.400 voti alle elezioni del 2018 – si è presentato al segretario generale Pasquale Incarnato per rassegnare le dimissioni da consigliere comunale. Solo successivamente il presidente del consiglio comunale ha comunicato – non senza un pizzico di emozione – la sua decisione al sindaco Giovanni Palomba: «Lascio per motivi strettamente personali», le parole capaci di fare traballare il leader della carovana del buongoverno già provato dall’addio dell’avvocato capo Antonioluigi Iacomino. Neanche il tempo di provare a fare luce sulle ragioni dell’improvvisa fuga da palazzo Baronale e il funzionario dell’Asl Napoli 3 Sud – scortato dall’immancabile partner elettorale Iolanda Mennella, a sua volta dimissionaria dalla carica di presidente della IV commissione consiliare – si è allontanato dal municipio.

Lo shock del sindaco

Letteralmente sconcertato Giovanni Palomba: «Nulla lasciava immaginare un simile epilogo – le prime parole del mobiliere di via monsignor Felice Romano -. Abbiamo discusso di questioni politiche fino a qualche minuto fa, poi con le lacrime agli occhi mi ha comunicato la sua scelta. Sono sbigottito, nessuno aveva intuito nulla». Eppure già da qualche settimana Felice Gaglione – finito in diverse occasioni nel mirino del «fuoco amico» della maggioranza – si era allontanato dalle stanze dei bottoni e aveva cominciato a disertare le riunioni con gli alleati. L’improvvisa fuga ha inevitabilmente scatenato fibrillazioni in municipio, dove sono state avanzate svariate ipotesi sulle «reali ragioni» dell’addio: a partire da eventuali guai giudiziari per finire al gossip politico.

Il testamento di Gaglione

A sgomberare il campo da qualsiasi interpretazione è stato proprio l’ex fedelissimo di Donato Capone. Recuperato un minimo di serenità dopo il «trauma» dell’addio, Felice Gaglione non ha nascosto la propria amarezza per l’inatteso epilogo: «Sono deluso e schifato da un’amministrazione comunale di cui salvo, personalmente, solo il sindaco Giovanni Palomba – le prime parole, pesanti come macigni e destinate a scatenare un vivace dibattito all’ombra del Vesuvio -. Basti pensare a come una persona perbene come l’avvocato Antonioluigi Iacomino sia arrivato a dire basta dopo soli 11 mesi per capire il clima in municipio. Sono stanco. Dal giorno della mia elezione a capo dell’assise mi sono dovuto difendere dalla mia stessa maggioranza: non potevo sopportare ulteriori pressioni, non vivevo bene la realtà con gli alleati. Non voglio parlare male di nessuno, ma non mi sento di appartenere a una coalizione del genere. Basti pensare alle dimissioni del sindaco, praticamente costretto a lasciare il Comune dopo essere stato “sfidato” da Luigi Caldarola e Pasquale Brancaccio». Un concetto con cui viene rafforzata l’immagine di “guerra tra bande” già tratteggiata dall’avvocato capo al momento della rinuncia all’incarico da 100.000 euro l’anno. «Ho visto diverse cose sbagliate in 18 mesi – incalza Felice Gaglione – Non c’era dialogo, non c’era squadra: mi sono ritrovato solo con Iolanda Mennella, sono deluso dai miei alleati. In vent’anni di politica non ho mai passato un guaio, non vorrei cominciare ora. Perciò mi sono deciso a prendere le distanze dall’attuale amministrazione comunale: sono stato eletto con le mie forze, sono rimasto alla guida del consiglio comunale a dispetto delle trame di qualche alleato e preferisco andare via con i miei piedi».

Il ritorno e la successione

Al posto di Felice Gaglione ritornerà in aula Carmine Gentile,  primo dei non eletti della lista civica Il Cittadino e già consigliere comunale prima con Valerio Ciavolino e poi con Ciro Borriello. Per la poltrona lasciata vuota da Felice Gaglione, invece, già pronto un poker di nomi: insieme a Luigi Caldarola e Pasquale Brancaccio, potrebbero aspirare alla guida dell’assise l’avvocato Gaetano Frulio – già presidente del consiglio comunale con Gennaro Malinconico – e la baby politica Annalaura Guarino, a lungo «reggente» durante il secondo mandato di Ciro Borriello.

©riproduzione riservata

CRONACA