Alberto Dortucci

Torre del Greco, la maledizione del capo dell’assise: Spierto a rischio incompatibilità

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, la maledizione del capo dell’assise: Spierto a rischio incompatibilità

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Torre del Greco. La maledizione della presidenza del consiglio comunale rischia di costare la poltrona al capitano di lungo corso Antonio Spierto. A un mese esatto dalle dimissioni shock di Felice Gaglione – il capo dell’assise costretto a lasciare palazzo Baronale per improvvise e imprecisate ragioni personali – un’imprevista tegola legale si abbatte sul suo successore pro-tempore. A puntare il dito contro l’ex vicesindaco di Ciro Borriello è stato Gabriele Capuani – già esponente di maggioranza tra il 2014 e il 2017 e primo dei non eletti di Forza Italia alle elezioni del giugno 2018 – pronto a inviare al segretario generale Pasquale Incarnato e al sindaco Giovanni Palomba un invito-diffida «a fare rispettare le leggi» e a dare il via alla procedura per dichiarare la decadenza di Antonio Spierto dalla carica di consigliere comunale.

Il ricorso-boomerang

Tutto comincia a settembre, quando Antonio Spierto – vent’anni da amministratore pubblico alle spalle – viene a conoscenza del mancato versamento dei contributi previdenziali per i vari periodi in cui ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale e assessore. Facendo due conteggi, scopre un buco-record e avviare le procedure per trascinare l’ente di palazzo Baronale davanti al tribunale del lavoro. Intanto, sotto il profilo politico, apre – a dispetto del gruppo «ibrido» messo insieme con gli esponenti di maggioranza Iolanda Mennella, Gaetano Frulio e Luisa Liguoro – al dialogo con il tavolo organizzato da Luigi Mele, a cui partecipano i colleghi di opposizione Valerio Ciavolino e Mario Buono. Chiaro il duplice obiettivo: provare a conquistare un incarico per potere agire senza particolari problemi per le vie legali e tenere calmi i «vecchi amici» del centrodestra. Ma il tempo passa e la situazione a palazzo Baronale non si sblocca, anzi. L’uscita di scena di Felice Gaglione e l’ingresso di Carmine Gentile complicano i piani del vecchio lupo di mare di via Alcide De Gasperi, pronto a trascinare il Comune davanti ai giudici del tribunale di Torre Annunziata per chiedere la condanna dell’ente di largo Plebiscito al pagamento di una somma da 200.000 euro. Un ricorso per recuperare venti anni di contributi previdenziali, diventato un vero e proprio boomerang per l’attuale capo dell’assise pro-tempore.

La diffida in Municipio

A metà settimana, infatti, l’ex consigliere comunale Gabriele Capuani ha inviato in municipio e al prefetto di Napoli Carmela Pagano un invito-diffida per contestare la sopraggiunta incompatibilità di Antonio Spierto con la carica di consigliere comunale. Un’incompatibilità – secondo il «paladino» delle palazzine popolari di via Lamaria, già uscito vincitore da una battaglia legale davanti al Tar Campania con Cinzia Mirabella – disciplinata da un apposito articolo di un decreto legislativo del 2000 secondo cui «chi ha una lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile o amministrativo con il Comune, non può ricoprire la carica di consigliere comunale». L’incompatibilità, leggi alla mano, dovrebbe essere contestata direttamente dal consiglio comunale e Antonio Spierto avrebbe – a partire dalla contestazione formale – dieci giorni di tempo «per formulare osservazioni o per eliminare le sopravvenute cause di incompatibilità».  Scaduti i termini, l’assise cittadina deve dichiarare decaduto il politico. Una procedura «ricordata» da Gabriele Capuani al segretario generale e al sindaco, diffidati dal correre il rischio di incappare in eventuali omissioni in atti d’ufficio.

Il futuro scenario

Se Antonio Spierto non dovesse rinunciare al contenzioso da 200.000 euro, entro la fine dell’anno si potrebbe assistere all’ennesimo avvicendamento a palazzo Baronale. E potrebbero cambiare nuovamente gli equilibri all’interno della maggioranza, oggi alle prese con le bizze di Iolanda Mennella. Dalle elezioni del 2018 a oggi, infatti, Gabriele Capuani si è allontanato da Luigi Mele & company e sarebbe pronto a fare squadra con il politico-ultrà Pasquale Brancaccio. Riportando così la maggioranza a numeri di assoluta sicurezza. Con o senza  la debuttante-dissidente.

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