Torre del Greco, le «pecorelle smarrite» tornano da Palomba. E la maggioranza riparte da 16 voti

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, le «pecorelle smarrite» tornano da Palomba. E la maggioranza riparte da 16 voti

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Torre del Greco. Le «pecorelle smarrite» tornano all’ovile della turbolenta maggioranza targata Giovanni Palomba e il sindaco ritrova i numeri «bulgari» messi a rischio dall’accoppiata dissidente formata da Iolanda Mennella – la debuttante rimasta «orfana» del partner elettorale Felice Gaglione – e Carmine Gentile, l’ennesimo ripescato dall’ex amministrazione comunale guidata da Ciro Borriello. L’ultima seduta dell’assise cittadina del 2019 – salvo colpi di scena – ha regalato sprazzi di deprimente spettacolo politico-procedurale, ma è servita a restituire qualche certezza alla coalizione uscita vincitrice dalle avvelenate elezioni del giugno 2018.

Il papocchio d’apertura

Pronti, via e il presidente pro-tempore Antonio Spierto è scivolato sulla classica buccia di banana. Davanti alla classica richiesta di inversione dell’ordine del giorno dei lavori partita dai banchi della maggioranza – chiaro l’obiettivo degli alleati: saltare l’elezione del nuovo capo dell’assise e passare direttamente alla votazione di debiti fuori bilancio e variazioni di bilancio – l’ex vicesindaco di Ciro Borriello è andato in tilt. Prima si è platealmente scontrato con i colleghi dell’opposizione – a partire da Romina Stilo, ammonita due volte in pochi minuti – poi ha messo in votazione la proposta avanzata da Luigi Caldarola. Dopo la scontata approvazione, tuttavia, avrebbe voluto riprendere la seduta dall’approvazione dei verbali della precedente seduta. Insomma, il solito papocchio. Capace di scatenare la violenta reazione della minoranza, pronta a invocare e a ottenere la lettura integrale della trascrizione del precedente consiglio comunale. Così in aula sono riecheggiate le pesanti accuse avanzate da Carmine Gentile al sindaco e la «pittoresca» replica da strada del primo cittadino, non senza qualche malizioso sorrisino e qualche imbarazzato rossore.

L’opposizione-fantasma

Quando è calato il sipario sullo «spettacolo» e si sarebbero dovuti affrontare i temi veri all’ordine del giorno, l’opposizione-fantasma si è esibita nel suo numero preferito: l’abbandono dell’aula. Non senza la solita richiesta dell’ex sindaco Valerio Ciavolino di inviare tutti i provvedimenti a procura e corte dei conti – un ritornello riecheggiato a ogni riunione dell’assise dal luglio 2018 – e qualche invettiva del «ritrovato» Nello Formisano, pronto a ricordare a Giovanni Palomba di essere il sindaco di meno di 10.000 elettori. L’ok ai debiti Bazzecole per l’uomo attaccato alla fascia tricolore come Linus alla sua coperta. Senza opposizione, la squadra di governo cittadino – rafforzata da Iolanda Mennella e Carmine Gentile, in ogni caso «inviso» agli alleati –  si è approvata in solitudine tutti i debiti fuori bilancio, compresi gli atti «dimenticati» dalla terza commissione guidata da Carmela Pomposo. Non solo: via libera anche a una variazione di bilancio da 25.000 euro per incamerare i fondi del ministero dell’Interno destinati al potenziamento degli impianti di videosorveglianza. Poi il rompete le righe e tutti a casa.

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