Torre del Greco, Borriello sogna il ritorno e punge Palomba: «La città mai così in basso»

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, Borriello sogna il ritorno e punge Palomba: «La città mai così in basso»

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Torre del Greco. Al momento, si gode il sole e il mare in Repubblica Dominicana. Ma lo sguardo è proiettato già al futuro, alle prossime elezioni comunali. Perché Ciro Borriello – l’ex sindaco arrestato il 7 agosto 2017 e oggi a processo per corruzione insieme ai vertici della ditta Fratelli Balsamo – sogna il ritorno a palazzo Baronale, come accadde all’indomani della disastrosa esperienza dell’avvocato Gennaro Malinconico. «All’epoca, pensavo si fosse toccato il fondo sotto il profilo politico – la confessione a qualche amico, evidentemente chiamato a «diffondere» il pensiero del chirurgo plastico di via del Monte – Invece, mi sbagliavo: Giovanni Palomba è riuscito a fare peggio, Torre del Greco non è mai stata così in basso». Per essere sicuro dell’arrivo del «messaggio» a destinazione, poi, Ciro Borriello ha deciso di utilizzare il proprio profilo Facebook per inviare il suo personale «augurio di Natale» allo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio.

L’affondo social

Dalla Repubblica Dominicana, infatti, l’ex primo cittadino non si è perso l’ennesima seduta-scempio del consiglio comunale né l’occasione di assestare un colpo al leader della carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle avvelenate elezioni del giugno 2018. «Vorrei ricordare al sindaco che non è stato eletto solo per indossare la fascia tricolore – la stoccata all’uomo delle cerimonie e delle premiazioni –  ma soprattutto per risolvere gli innumerevoli problemi della città o almeno tentarci». E per non lasciare dubbi sulle future intenzioni, Ciro Borriello non risparmia neanche la minoranza, a partire dall’ex delfino Luigi Mele – l’assessore uscente ai lavori pubblici artefice del tracollo elettorale del centrodestra – per finire allo storico rivale Valerio Ciavolino, passando per i grillini Vincenzo Salerno e Santa Borriello: «Quanto all’opposizione il suo ruolo non puó essere solo quello di abbandonare l’aula», il «consiglio» all’indomani dell’ennesima fuga da palazzo Baronale durante i lavori dell’assise cittadina.

Il manifesto del centrodestra

A conferma del ritrovato «interesse» intorno al nome di Ciro Borriello, il manifesto di auguri natalizi del centrodestra comparso in questi giorni in città. Un manifesto sotto cui campeggiano i simboli di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Repubblicani con le firme dei rispettivi responsabili locali: Luca Alini, Dario Colombo – legato a doppio filo all’ex vicesindaco Donato Capone – Francesco Panariello e Ottavio Bello, ex consigliere comunale dell’ultima maggioranza di Ciro Borriello. Sigle e nomi capaci di mettere a pensare i nostalgici dello «sceriffo» rimasti intrappolati nelle sabbie mobili dell’attuale amministrazione comunale – in primis, Pasquale Brancaccio e Annalaura Guarino – e a fare sognare un ritorno al passato. D’altronde, la voce ricorrente tra i corridoi di palazzo Baronale da un anno e mezzo è sempre la stessa: «Questa città e questo Comune possono essere guidati solo da Ciro Borriello», il leit motiv di chi in passato è stato alla corte dello «sceriffo» e oggi sopporta malvolentieri il «sindaco dei selfie». Insomma, il 2020 potrebbe regalare inattesi ritorni di fiamma all’ombra del Vesuvio.

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