Tra i bimbi in corsia, dove il regalo è la vita

Carmela Pucillo,  
Giuseppe Esposito,  

Tra i bimbi in corsia, dove il regalo è la vita

Tra le strade si respira ormai da settimane l’aria natalizia: tra giochi e dolci, un sorriso non manca di certo e i regali non sono mai troppi. Gli adulti desiderano magari un orologio o uno smartphone, i bambini “normali” un giocattolo o una bambola; gli altri, quelli “speciali”, invece, chiedono solo di poter guarire e di continuare a vivere. In questo periodo nei corridoi e nelle stanze degli ospedali, alla triste e ordinaria routine fatta di tera- pie, esami clinici, giri di visite da parte dei medici, si aggiunge un pizzico di colore attraverso le azioni dei volontari, che coinvolgono i familiari e gli stessi ammalati che ritrovano attraverso gesti semplici (ma per loro, assetati di normalità, straordinari) lo spirito del Natale. Il tempo trascorso nei letti d’ospedale fa in modo che tra i pazienti si crei una distinzione: i parenti dei più fortunati lottano affinché i propri malati tornino a casa per il tradizionale cenone di famiglia nella notte tra il 24 e il 25 dicembre; altri non possono godere di questo privilegio per un male incurabile o perché sono soli. E tra questi c’è anche chi è felice di restare in ospedale per ricevere cure e attenzioni che altrimenti non riceverebbe, perché è solo o dimenticato da una famiglia assente o lontana. In molti casi i medici sono i sostenitori principali del- le iniziative che rendono più gioiosa la permanenza in ospedale in queste settimane di festa: tempo e dedizione non mancano mai e, tra un addobbo e l’altro, alberelli, decorazioni e visite di qualche Babbo Natale più o meno improvvisato movimentano anche le corsie più asettiche.

I medici, inoltre, si impegnano affinché la presenza dei familiari sia con- sentita accanto ai pazienti per più ore al giorno. Lo “spargimento” di spiri- to natalizio non coinvolge solo il personale delle strutture, ma anche associazioni esterne costituite da persone di un’ampia e varia fascia d’età. Si pensi all’Avo (Associazione volontari ospedalieri), nata nel 1975 ad opera del dottor Erminio Longhini. L’Avo è presente in molti ospedali italiani (anche in quello di Boscotrecase e di Castellammare di Stabia) e ha lo scopo di offrire sollievo ai pazienti attraverso una presenza amica, particolarmente importante in occasione delle festività, quando la solitudine, i problemi fisi- ci e la preoccupazione per la propria salute pesano ancora di più. I volontari dell’associazione dedicano gratuitamente parte del loro tempo al servizio dei malati, ma non si sostituiscono mai al personale medico e paramedico. L’Associazione Volontari Ospedalieri del territorio di Torre Annunziata nacque 25 anni fa e la scorsa domenica se ne è celebra- to l’anniversario. Anche alcuni ragazzi del nostro liceo Pitagora-Croce prestano servizio come volontari ospedalieri: Alfredo ed Adele Manfredi, Claudia De Rosa, Rosamaria Esposito ed altri. Nel fine settimana essi si recano presso l’Ospedale del mare, il Cardarelli, il San Giovanni Bosco e l’ospedale pediatrico Santobono-Pausillipon per diffondere, in parti- colare in questo periodo dell’anno, lo spirito natalizio, offrendo agli adulti compagnia e conforto e ai bambini, invece, dolciumi e giocattoli sotto le vesti di Babbo Natale.

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