Immobile re dei gol, sei attaccanti campani nella top 20 dei bomber in attività

Ciro Troise,  

Immobile re dei gol, sei attaccanti campani nella top 20 dei bomber in attività

È la Campania del gol, lo dimostra la storia recente della serie A dominata nelle ultime tre stagioni dai bomber campani, gli artigiani del gol con la valigia sempre pronta, quelli costretti ad emigrare. Con la tripletta contro la Sampdoria, Immobile ha conquistato la storia del calcio italiano.  Lo scugnizzo di Torre Annunziata ha realizzato 23 gol in 19 gare disputate perché la Lazio deve ancora recuperare la partita contro il Verona il prossimo 5 febbraio. Il record di Higuain dei 36 gol nel 2016 nel Napoli di Sarri traballa, nella storia del calcio italiano soltanto Angelillo nel 1958-59 ha viaggiato alla ventesima giornata ad una media superiore (25 gol). Con 122 gol è nella top 50 della serie A. La Torre Annunziata ’88 è la casa calcistica in cui si è formato il bomber della Lazio, il Sorrento la “terra di mezzo”, con la straordinaria cavalcata degli Allievi Nazionali rossoneri nel 2006-07 fermati solo dal Genoa in semifinale.  Immobile realizzò 26 gol trascinando il Sorrento, qualificatosi alla final eight a competere per il titolo di categoria con l’ausilio degli assist di Antonino Di Leva, trequartista di straordinarie qualità tecniche che si è smarrito nel tunnel degli infortuni. Era la prima ed unica volta che una società, che militava in serie C2, si qualificava per le fasi nazionali a Gallipoli. Il traguardo fu raggiunto dopo aver battuto il Torino (0-3 in Piemonte, 2-2 all’andata). Il Sorrento in Puglia batte la Roma 1-0, ma per qualificarsi deve superare il Genoa. Il resto è storia nota: l’approdo al vivaio della Juventus e la sua carriera nei professionisti. A spezzare il dominio di Immobile nella guida della classifica marcatori ci ha pensato Quagliarella, in una sfida tra ragazzi cresciuti a pochi chilometri di distanza, quelli che separano Castellammare da Torre Annunziata. Fu il Torino, invece, a puntare su Quagliarella che in maglia granata ha anche debuttato in serie A. Fabio ha indossato la maglia del Napoli nel 2009, quando aveva ventisei anni, dei sei campani della top 20 dei bomber soltanto lui e Salvatore Bruno hanno giocato nel club azzurro.  Nulla succede mai per caso, neanche la produzione calcistica di un territorio.  L’arte d’arrangiarsi, la creatività per individuare le soluzioni appartengono al bagaglio culturale della Campania Felix che, infatti, sforna più attaccanti che difensori, nonostante la straordinaria avventura di Fabio Cannavaro pallone d’oro e sul tetto del mondo nel 2006. Nella top 20 dei bomber italiani ancora in attività pubblicata dal Corriere della Sera sei giocatori (il 30%) sono campani: Tavano, Evacuo, Quagliarella, Bruno, Castaldo e Immobile, il più giovane di questo gruppo (il 20 febbraio compirà 30 anni).Non sono uomini dai gol banali, li accomuna la ricerca del colpo da genio, il bagaglio di soluzioni con cui riescono a scalare le classifiche marcatori che nella scorsa stagione sono state dominate dalla Campania Felix dalla serie A alla D, da Quagliarella a Longo della Turris. Immobile è in vetta alla classifica marcatori, è il terzo campionato caratterizzato dalla staffetta con Quagliarella.  Bruno è l’unico dei sei bomber cresciuto nel vivaio del Napoli, Tavano al Nola prima del trasferimento alla Fiorentina, Castaldo ha iniziato alla Puteolana il tour del calcio campano interrotto solo dalla parentesi all’Ancona, Evacuo si è messo in mostra alla Turris prima che ci puntasse la Lazio. Il Napoli non riesce ad evitare la diaspora dei suoi talenti, la storia si sta ripetendo con Sebastiano Esposito, che potrebbe essere un altro “emigrante del gol”. Corsi e ricorsi storici, avrebbe detto il filosofo napoletano Giambattista Vico.

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