Pompei, 150 candidati per due assunzioni in municipio

Teresa Palmese,  

Pompei, 150 candidati per due assunzioni in municipio

A poche settimane dal caos scoppiato per i due concorsi banditi dal Comune di Pompei, ovvero quelli per arruolare tre geometri e dodici vigili urbani – il primo finito al centro delle polemiche perché gestito dalla stessa agenzia travolta da un presunto scandalo giudiziario a Sant’Anastasia, il secondo perché non erano chiari i requisiti per accedervi -, l’amministrazione guidata dal sindaco Pietro Amitrano ci riprova. Alla luce della delibera di fabbisogno di personale firmata dal vicesindaco Carmine Massaro e dal boom di pensionamenti registrato nel 2019, di cui otto soltanto a dicembre, i vertici di Palazzo de Fusco hanno stilato la graduatoria degli ammessi e degli esclusi per accelerare almeno con la selezione finalizzata ad assicurare due nuovi istruttori contabili nel settore gestito dal dirigente Eugenio Piscino. Una selezione che si preannuncia infuocata, fissata per il 3 e il 4 febbraio, dove a contendersi i soli due posti di lavoro ci saranno oltre cento candidati. Nello specifico, sono state centocinquantuno le domande pervenute nel Municipio di piazza Bartolo Longo e che, dopo la nomina della commissione esaminatrice che le ha studiate verificandone i requisiti, si sono ridotte a centoquarantasei. I candidati sosterranno delle prove, dalla durata di quattro ore, dove saranno valutati in base alla chiarezza e alla logicità di esposizione, nonché per la capacità di sintesi e la conoscenza tecnica della materia. Quello del Comune di Pompei è ormai un organico ridotto all’osso e che rischia persino la paralisi. L’amministrazione, che ha dovuto fare i conti con 39 pensionamenti nell’anno precedente, sta accelerando per assicurare nuova nuova linfa negli uffici. Il dramma è legato soprattutto al comando vigili di piazza Schettini, che continua a svuotarsi di mese in mese. Tant’è che l’Ente ha già bandito anche il concorso pubblico per dodici assunzioni dopo che la procedura di mobilità non ha sortito effetti. Da qui la necessità di procedere con una selezione pubblica, immediatamente finita al centro dei veleni per la mancata chiarezza nei requisiti di accesso alla prova. A scatenare le polemiche era stato l’articolo due del bando, nello specifico la lettera “I”, dove si chiedeva il «possesso delle patenti A e B di abilitazione alla guida». Un requisito troppo generico e che peraltro avrebbe escluso dalla prova i candidati al di sotto dei 24 anni che per forza di cose non potevano avere conseguito la patente A. Poi il chiarimento: il Comune intendeva qualsiasi tipologia di patente A, ovvero Am, A1-A2 e A.

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