Gragnano, lo stemma della città sulla pasta. I pastifici pagheranno le royalty

Elena Pontoriero,  

Gragnano, lo stemma della città sulla pasta. I pastifici pagheranno le royalty

Intesa da trovare tra Comune e Consorzio di Pasta Igp, meno contenziosi e più collaborazione. Pare sia questa la strada intrapresa dal sindaco Paolo Cimmino, più favorevole a introitare le royalty sulla produzione della pasta, piuttosto che portare i pastifici riuniti in Consorzio in un’aula di tribunale. Un possibile accordo che potrebbe arrivare a margine del regolamento della Fondazione per il Museo della Pasta, mettendo da parte il dilemma dell’utilizzo dello stemma comunale all’interno del logo del Consorzio di Pasta Igp. Una proposta che, in effetti, era stata messa sul tavolo dal leader di opposizione Patrizio Mascolo già lo scorso anno: «Buona parte dei Comuni di vocazione turistica sono riusciti a recuperare entrate attivando la tassa di soggiorno. Quindi basandosi sull’economia principale del territorio. Gragnano – aveva precisato Mascolo – non può certo puntare sul flusso turistico, almeno a oggi. Ma Gragnano ha comunque un punto di forza che è, appunto, la produzione di pasta Igp Gragnano. E da qui si potrebbe tirar fuori un contributo simbolico da valutare sul quantitativo prodotto. La cosiddetta “royalty” applicata in campo industriale per la remunerazione di diritti, in questo caso sarebbe posta sull’utilizzo del brand Gragnano». A dare man forte all’idea di Mascolo, precedentemente bocciata dall’ex assessore Ciro Guadagno, c’è il sindaco Paolo Cimmino che, carte alla mano, ipotizza il da farsi: «Sullo stemma del Comune va precisato che se l’inserimento dello stesso assurge a marchio d’impresa, allora è indispensabile l’autorizzazione da parte dell’ente. Diversamente, potrebbe essere regolare l’utilizzo dello stemma in un con- testo di identificazione di un soggetto consortile costituito con finalità promozionali di stampo pubblicistico. Ritengo pertanto utile, prima di imbarcarci in una complessa controversia giuridica, verificare ancor meglio e puntualmente i termini della vicenda, se del caso fornendoci anche di specifico parere di operatori legali della branca di tutela della proprietà industriale, ma soprattutto confrontandoci, in chiave politica, per costituire l’apposita Fondazione cui rimettere, in ottica promozionale del nostro territorio, anche la gestione dell’uso dello stemma cittadino. Ho dato mandato all’assessore Alberto Vitale di predisporre lo statuto. Ritengo – continua il sindaco – che grazie a tale strumento saremmo in grado di spuntare una royalty per l’uso dello stemma cittadino che, tutto sommato, correttamente valorizzato

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