Nomine commissione Garanzia, possibile inciucio a Scafati

Adriano Falanga,  

Nomine commissione Garanzia, possibile inciucio a Scafati

Presidenza Commissione Garanzia, si accende lo scontro in seno alle opposizioni consiliari. Da un lato Forza Italia e Insieme per Scafati, dall’altro il M5S con la civica Cucurachi Sindaco. La mancata unanimità sul futuro presidente della Commissione Garanzia potrebbe consumare l’inciucio tra maggioranza e alcuni esponenti di minoranza. In particolare, si teme che la coalizione del sindaco Cristoforo Salvati possa decidere no per l’astensione, bensì per votare, facendo convergere la scelta sul nome di Giuseppe Sarconio, andando contro quella che è la volontà delle forza di opposizioni, che in 7 su 9 puntano sull’ex candidato sindaco Michele Russo. “Ricordo agli amici della maggioranza che le opposizioni sono diverse, tanto è vero che non ci siamo presentati insieme alle elezioni, ma in schieramenti diversi e non abbiamo nessun obbligo comune – così da Forza Italia Nicola Acanfora – L’obbligo di essere uniti e di trovare una linea comune è infatti in capo alla maggioranza, che ha condiviso un programma elettorale e che ad oggi più volte si è dimostrata divisa”. La premessa dell’ex assessore all’Urbanistica e Commercio è necessaria per porre un freno a chi nella maggioranza vede nella mancanza di unanimità la decisione di votare, ripercorrendo di fatto lo stesso percorso che portò all’elezione di Marco Cucurachi, che non godeva di ampio consenso tra la minoranza. Uno sgambetto istituzionale che giovedì sera potrebbe ripetersi. “Su 9 consiglieri comunali di minoranza 7 hanno firmato un documento in favore dell’ingegnere Michele Russo, ritenuto dagli stessi espressione di garanzia, ricordo per chi non lo sapesse che non è prevista nessuna unanimità in tale designazione – sottolinea ancora Acanfora – Il tema tirato in ballo inoltre è l’avviso di garanzia in capo a Russo, ricordo a quanti l’avessero dimenticato che gli avvisi di garanzia in capo ad esponenti di maggioranza sono circa una quindicina, alcuni dei quali per reati molto gravi, ma io resto garantista sempre e non solo quando mi fa comodo. Se il consigliere Russo non può svolgere il ruolo di Presidente della Commissione Garanzia perché indagato, mi chiedo se gli Assessori, i Consiglieri e lo stesso Sindaco possono ricoprire tale ruolo essendo anche loro indagati”. Il nome che gira tra le fila della squadra di Salvati è quello di Giuseppe Sarconio. “La maggioranza sulla Commissione Garanzia farebbe bene a far votare solo l’opposizione, abbiamo il diritto di sceglierci democraticamente il Presidente della stessa, figura che deve essere scevra da qualsiasi indiscrezione su eventuali inciuci con la maggioranza” chiosa il forzista. “Finora non esistono accordi ma solo disaccordi nella minoranza per la troppa loro arroganza” così Giuseppe Sarconio, sgombrando il campo dalle voci che lo vogliono già accordato con la maggioranza. “Mi sono proposto in base ad un principio molto chiaro: il mio nome non compare nel calderone dello scandalo dei tributi non pagati nè sono stato coinvolto nelle tristi vicende che hanno portato lo scioglimento del consiglio comunale per camorra. Avevamo chiesto un passo indietro al nome proposto dal PD non rispettava i criteri che ci siamo dati e che penso debbano essere di garanzia davvero per tutti: essere inattaccabile”. Il grillino, alla sua prima esperienza consiliare, non lesina una stoccata al centrosinistra. “Preferiscono l’appoggio di chi è stato causa della decadenza di Scafati e di chi faceva parte dell’ex amministrazione sciolta per infiltrazione camorristica. L’incoerenza, e non ci meraviglia, continua a regnare in Forza Italia pronti ad appoggiare chi finora attaccavano per aver firmato il falso o non in regola con il pagamento dei tributi”. Parla di ricatto politico Sarconio. “Ci era stata proposta la presidenza della commissione ad una condizione: firmare la sfiducia al Presidente del Consiglio. Ebbene sia chiaro che come Movimento 5 Stelle i ricatti non li abbiamo mai accettati e non consideriamo la politica come merce di scambio, né qualsiasi incarico lo accetteremo mai in cambio di qualcosa. Ma solo perché è giusto e lo meritiamo”.

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