Penisola sorrentina, soldi bruciati tra slot e usurai: apre lo sportello salva famiglie

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Penisola sorrentina, soldi bruciati tra slot e usurai: apre lo sportello salva famiglie

La penisola sorrentina, non da oggi, è stritolata dagli usurai. Prestiti a strozzo, chiesti e ottenuti da commercianti e piccoli imprenditori, che una volta finiti con i conti in rosso cercano qualsiasi tipo di canale che possa consentire loro di avere tra le mani soldi in contanti con cui sbarcare il lunario e riprendersi. Un cappio al collo costante, con interessi fuorilegge elevatissimi, come hanno testimoniato diverse inchieste della Procura di Torre Annunziata. Senza dimenticare che un altro cancro che affligge la Terra delle Sirene è il gioco. Slot machine, gratta e vinci a valanga: così se ne vanno in fumo milioni e milioni di euro. Ecco perché il messaggio di speranza che viene lanciato dalla Fondazione Exodus 94 appare importante in tema di prevenzione, aiuto e sensibilizzazione. Ora apre anche uno sportello di ascolto a Sorrento, per tutti coloro che sono vittime degli strozzini o che hanno problemi economici legati alla ludopatia. Sul territorio della diocesi Sorrento-Castellammare, da oltre 25 anni, Exodus – oggi presieduta dall’avvocato Daniele Acampora – lavora con successo con l’intento di aiutare persone che rischiano di finire sotto usura o lo sono già. La fondazione – nata da un’idea dell’avvocato Luigi De Simone che nello svolgimento del suo lavoro incontrò tante persone soffocate dell’usura – intende crescere e assumere sempre più un ruolo cruciale per evitare altri drammi. Percorrendo questa strada, la fondazione ha cominciato ad occuparsi di famiglie che hanno contratto finanziamenti che non sono più in grado di pagare, e poi di persone che perdono grosse somme al gioco e finiscono sotto usura. Oltre a ciò, come sarà fatto dal nuovo sportello di Sorrento, si prevede la possibilità di fornire consulenza legale e sovraindebitamento (legge recente che prevede di liberare i consumatori schiacciati dai prestiti tramite un accordo omologato dal giudice). L’ultimo figlio di questo percorso è proprio l’apertura di uno sportello a Sorrento. «La nostra esperienza ci dice che è una realtà ferita dall’usura e dal gioco e che spesso una patina luminosa nasconde fatiche e affanni di natura economica e non solo» dicono dalla fondazione. Lo sportello è aperto tutti i lunedì dalle 16 alle 19 presso la Cattedrale di Santi Filippo e Giacomo. Al di là dell’usura, pesa tanto anche la ludopatia sul territorio della penisola sorrentina. Stando allo studio dei dati pubblicati dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, si arriva addirittura a spendere annualmente 116 milioni di euro. E’ questo il totale delle giocate nel 2017: il dossier messo a punto grazie a un Foia riguarda anche i sei comuni della Terra delle Sirene. Con Sorrento, evidentemente, capolista in questa speciale classifica con quasi quaranta milioni bruciati al gioco. La città del Tasso, come detto, è in testa. Nel 2017, sono stati spesi 39,56 milioni di euro. Facendo la media, con 16mila abitanti circa, con un reddito pro capite di quasi ventimila euro, ogni residente gioca ogni anno oltre 2.400 euro. Dei 39 milioni, ben 19 – quindi la metà – riguarda le slot machine. Gli apparecchi situati in città sono 140. Sorrento è al posto 300 della classifica degli 8.000 comuni italiani. Vico Equense, invece, è una delle località dove si gioca meno. La media per ogni cittadino è di 680 euro all’anno per un computo complessivo di 14,2 milioni di euro. Di questi soldi, vengono spesi 6,5 milioni alle slot machine. Gli apparecchi anche in questo caso sono diminuiti: da 126 a 82.

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