Teresa Palmese

La Porta salva-turismo: a Pompei stop visite mordi e fuggi

Teresa Palmese,  

La Porta salva-turismo: a Pompei stop visite mordi e fuggi

Stop al turismo “mordi e fuggi”, il Comune di Pompei punta sull’oro di Porta Vesuvio per rimodulare l’offerta da proporre agli oltre tre milioni di visitatori a poche ore dalle ultime polemiche sul mancato programma da presentare alla Bit di Milano. S’è tenuto ieri mattina, nelle stanze di Palazzo de Fusco, il tavolo tecnico per discutere dello sviluppo dell’area a Nord degli Scavi, meglio nota come Civita Giuliana. All’incontro hanno preso parte il sindaco di Pompei, Pietro Amitrano, il direttore del Parco Archeologico, Massimo Osanna, e l’onorevole Mario Casillo del Pd, referente del Grande Progetto. Al centro del confronto la riapertura di Porta Vesuvio, una delle sette porte di Pompei antica, già individuata nei piani della «buffer zone» come nuovo ingresso del parco archeologico e oggi utilizzata soltanto come accesso per i mezzi delle ditte che lavorano all’interno degli Scavi. L’idea è quella di ripartire da Civita Giuliana, peraltro oggetto di nuovi scavi, che hanno assicurato straordinarie scoperte, per offrire ai visitatori un soggiorno inedito nel verde di Pompei. Come? Attraverso la realizzazione di un parco naturalistico, dove poter toccare con mano le tradizioni e i prodotti dell’antica civiltà sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 dopo Cristo. Nelle intenzioni dei tre sostenitori dell’idea c’è soprattutto il recupero di un’area degradata a nord-ovest di Pompei e il recupero definitivo di Civita Giuliana, ormai più tristemente nota per il fenomeno del sacchetto selvaggio. «La zona interessata – dice il primo cittadino di Pompei, Pietro Amitrano – si sviluppa in continuità con la città archeologica, nella parte meridionale delle pendici del Vesuvio. Si tratta di un luogo che si presta a offrire ai turisti nuovi itinerari sorprendenti e suggestivi. Ed è un’occasione da non perdere». Da qui l’accelerata delle ultime ore e un nuovo appuntamento già segnato in agenda. Al tavolo tecnico, previsto già nelle prossime settimane, saranno invitati pure i vertici Eav, cui verrà chiesta la riapertura della storica stazioncina di Pompei Valle, attivata nel 1904 e soppressa agli inizi del 2000. Un’idea che impreziosisce ulteriormente il progetto di cui s’è discusso ieri mattina, finalizzato a combattere il turismo “mordi e fuggi” e portare sempre più alto il nome di Pompei nel mondo. Un progetto, d’altronde, che è stato già curato ad aprile 2018 dall’Associazione Pompei Civita, presieduta da Michele Fiorenza, in collaborazione col primo cittadino. Nella Chiesa Madonna dell’Arco – ristrutturata e dimenticata negli anni – fu presentato il progetto del Parco di Civita Giuliana, inserito negli interventi strategici del piano predisposto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, nell’ambito del Grande Progetto Pompei. Al centro del programma l’apertura di Porta Vesuvio, distante poche centinaia di metri dalla Chiesa simbolo dello spazio periferico di Pompei. Un piano che prevede la valorizzazione di un parco naturalistico-archeologico sperimentale per vivere le emozioni della città antica e illuminare le bellezze di quella moderna. Uno spazio confinante con gli Scavi e separato appunto da Porta Vesuvio, da sempre utilizzata esclusivamente come transito per i mezzi delle ditte che lavorano all’interno: l’accesso ai visitatori attraverso quella porta potrebbe aprire prospettive interessanti per un turismo “verde”, per progetti sostenibili ed ecocompatibili e per lo sviluppo dell’intera area; ma un parco archeologico naturalistico nell’area di Civita Giuliana potrebbe costituire anche la risposta alle esigenze dei turisti accolti negli alberghi della città che, com’è noto, “mordono e fuggono”. L’idea è quella di stimolare i privati, garantire in zona nuove strutture che possano combattere il “mordi e fuggi”. L’apertura di un parco verde e la progettazione di spettacoli, con tanto di ricostruzione di un ambiente romano che rievoca le emozioni degli Scavi, potrebbe assicurare un turismo stanziale.

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