Omicidio mamma coraggio a Torre Annunziata, l’ex boss dei Di Lauro: «Tamarisco assassini»

Ciro Formisano,  

Omicidio mamma coraggio a Torre Annunziata, l’ex boss dei Di Lauro: «Tamarisco assassini»

Da un lato un ex narcos internazionale con affari in Sud America e legami con Cosa Nostra. Dall’altro uno dei boss del clan Di Lauro, un capoclan ritenuto tra i protagonisti della faida di Scampia. In mezzo la storia di un delitto atroce che dopo sedici lunghissimi anni attende ancora giustizia. Sono Antonio Leonardi e Paolo Lumia i due nuovi pentiti ascoltati dalla procura di Torre Annunziata per far luce sull’omicidio di Matilde Sorrentino, la mamma coraggio uccisa nel 2004 per aver denunciato i pedofili del rione Poverelli che abusavano di suo figlio. I verbali dei due collaboratori di giustizia sono stati depositati agli atti del processo. L’annuncio ufficiale è arrivato ieri, davanti ai giudici della Corte d’Assise di Napoli. Nei prossimi mesi Lumia e Leonardi verranno ascoltati per raccontare quello che sanno di quel massacro. Verranno sentiti,  soprattutto, per fornire un ritratto preciso di Francesco Tamarisco, il narcos del quartiere oggi alla sbarra con l’accusa di essere il mandante del delitto. Entrambi, infatti, sono stati coinvolti nel traffico di sostanze stupefacenti assieme alla storica dinastia di narcos di Torre Annunziata. E dai loro racconti emergerebbe proprio il “modus operandi” di quell’organizzazione. Un gruppo capace di tutto, anche di ammazzare. Racconti che secondo il procuratore Pierpaolo Filippelli, l’ex magistrato Antimafia che ha riaperto il caso Sorrentino,  potrebbero rappresentare tasselli importanti di quel mosaico che dopo decenni di silenzi sta riscrivendo la storia del delitto. I pentiti eccellentiMa chi sono Lumia e Leonardi? Cosa c’entrano con i Tamarisco, con i loro affari e con l’omicidio Sorrentino? Leonardi è stato un uomo importante. Nel campo del traffico di droga, per anni, è stato uno dei principali referenti del clan Di Lauro e in particolare di Marco Di Lauro, il figlio del super boss Paolo detto “ciruzzo ‘o milionario”. Per conto del clan avrebbe anche riciclato in svariati settori i proventi illeciti del narcotraffico. Lumia, invece, è un narcos di spessore internazionale non ritenuto legato a nessuna cosca, ma comunque in affari sia con la mafia che con la camorra. Entrambi hanno incrociato le proprie strade con i Tamarisco che per anni sono stati veri e propri leader nel settore dell’import-export di sostanze stupefacenti. Qui, evidentemente, sono venuti a conoscenza di particolari utili – almeno secondo gli inquirenti – legati all’omicidio di mamma coraggio. Due nuove voci che si sommano agli altri dieci pentiti ascoltati dal pm, in questi anni, per dare un nome e un volto, dopo oltre un decennio, al mandante dell’omicidio commesso da Alfredo Gallo: il killer di Matilde Sorrentino che sta scontando una condanna all’ergastolo per aver massacrato senza pietà, sulla porta di casa, quella mamma coraggio “colpevole” di aver difeso i suoi figli. L’assassino di Matilde le sparò in faccia per tapparle la bocca. Il processo Intanto, ieri mattina si è svolto il contro-esame di altri due pentiti: Michele Luppo, ex soldato dei Gallo-Cavalieri e Giuseppe Pellegrino, un tempo affiliato al clan Falanga di Torre del Greco. Pellegrino ha raccontato delle confidenze ricevute in carcere da un compagno di cella, a Secondigliano. “Voci” che avrebbero confermato come Tamarisco, dopo il delitto, avrebbe pagato per il silenzio di Gallo, nel frattempo finito in carcere. Luppo, che in diverse circostanze si è contraddetto, ha invece parlato del clima di astio che esisteva tra i Gallo e i Tamarisco. In merito alla vicenda della pedofilia – inchiesta nella quale venne coinvolto proprio Francesco Tamarisco grazie ai racconti delle vittime e alle denunce delle madri – Luppo ha raccontato che l’esponente della famiglia dei narcos si sarebbe “vantato” di aver fatto ammazzare alcune persone imputate, assieme a lui, in quel processo. Una strategia, secondo il collaboratore, per scacciare i sospetti sul suo possibile coinvolgimento sia nell’omicidio di Matilde Sorrentino sia nella vicenda della pedofilia. Nella prossima udienza, fissata agli inizi di febbraio, verranno sentiti i pentiti Saurro e Sentiero, rispettivamente ex soldati dei clan Gionta e Gallo.

CRONACA