Gaetano Angellotti

Palummo, abuso d’ufficio: archiviata l’inchiesta sul sindaco di Pimonte

Gaetano Angellotti,  

Palummo, abuso d’ufficio: archiviata l’inchiesta sul sindaco di Pimonte

“Nessun abuso d’ufficio”. Il giudice scagiona il sindaco, gli assessori e il consiglio comunale. Archiviata ogni ipotesi d’accusa per il presunto scandalo scoppiato a Pimonte il 23 ottobre del 2019. Giorno in cui il pm della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, Giuliana Moccia, aveva messo sotto inchiesta il primo cittadino, Michele Palummo, e tutti i rappresentanti di giunta e del consiglio comunale, fatta eccezione per Speranza Fusco e Giuseppina Donnarumma. Le uniche due consigliere contrarie infatti a una delibera che, per effetto della legge Severino, in caso di processo e di eventuale condanna, avrebbe potuto provocare un vero e proprio terremoto politico-giudiziario. Fino allo scioglimento dello stesso consiglio comunale, la fastidiosa ombra di nuove elezioni. Un’ipotesi definitivamente scongiurata dal gip del Tribunale oplontino, Valeria Campanile, che ha archiviato, oltre a quella del sindaco Palummo, anche le posizioni di Anna Ospizio, Ferdinando Gargiulo, Gilda Iovine, Anna Somma, Lucia Somma, Michele Donnarumma, Baldassare Durazzo, Gennaro Somma, Vincenzo Coticella, Luciano Imparato e Gaetano Smaldone, quest’ultimo finito sotto inchiesta in qualità di responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Pimonte. Le indagini erano scattate in seguito a una delibera del 28 novembre 2017. Un provvedimento che, di fatto, avrebbe potuto concedere a un privato, M.D., “la possibilità di utilizzare un immobile abusivo” su un terreno di proprietà del Comune di Pimonte nella zona di Valle delle Noci, in via Madonnina. La delibera – secondo l’iniziale teorema accusatorio –  avrebbe inoltre consentito di svolgere sul fondo di proprietà comunale “un’attività commerciale di allevamento di animali in assenza delle condizioni prescritte dalla legge”. L’immobile, negli anni passati, era stato infatti già utilizzato come una stalla per maiali. Il tutto, per il pm, avrebbe quindi potuto provocare un ingiusto “vantaggio patrimoniale” al privato. Da qui l’ipotesi di abuso d’ufficio contestato ai politici di Pimonte. Fra i quali il sindaco, Michele Palummo, che anche attraverso il suo legale, l’avvocato del foro di Napoli Donato Di Donato, subito dopo l’avvio dell’inchiesta si era detto “pronto a collaborare, nutrendo come sempre grande fiducia e rispetto nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura”. E infatti, in sede di interrogatorio, il sindaco e l’allora responsabile dell’Utc, Gaetano Smaldone – difeso invece dal legale Ippolito Matrone, coadiuvato dall’avvocato Gennaro Maresca – che la delibera “prevedeva condizioni fortemente svantaggiose” con un canone di locazione di mille euro all’anno, da versare alle casse comunali, e con “facoltà di risoluzione unilaterale del contratto” da parte del Comune di Pimonte. Per la difesa, rappresentata inoltre dall’avvocato Iolanda Chierchia, la delibera avrebbe fatto, al contrario, gli interessi del Comune. Ma c’è dell’altro che ha spinto infine il giudice ad archiviare il caso. Alla delibera – la numero 49 del 28 novembre 2017 – non ha poi fatto seguito la firma di nessun contratto. Nè il presunto cittadino di Pimonte, avvantaggiato dal Comune, sì è poi “mosso per ottenere la disponibilità dell’area”. Area, invece, rientrata ora nella disponibilità del Comune di Pimonte. Da qui, dunque, la decisione del giudice. Il caso è definitivamente chiuso. Per il gip non ci fu “nessuna volontà degli amministratori di favorire” l’imprenditore che avrebbe nuovamente costruito una stalla per maiali in via Madonnina.

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