Pompei, uno stand alla Bit. Gli albergatori: «Passerelle»

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Pompei, uno stand alla Bit. Gli albergatori: «Passerelle»

Il Comune di Pompei “prenota” uno stand alla Bit di Milano,la Borsa Internazionale del Turismo che partirà ufficialmente il 9 febbraio. E lo fa tramite una convocazione di giunta lampo, con tanto di riunione lampo richiesta ai rappresentanti delle associazioni locali: albergatori, commercianti e operatori turistici si sono così dovuti precipitare nelle stanze di Palazzo de Fusco. Un incontro per discutere del programma da sponsorizzare e disertato dal sindaco, Pietro Amitrano, che ha preferito delegare gli assessori Salvatore Perillo, Raffaella Di Martino e Pio Manzo. Un’amara sorpresa per le imprese che sono ora sul piede di guerra: alla Bit si parteciperà senza un programma vero, senza un evento, né una data da proporre agli operatori tecnici per vendere alle agenzie di viaggio un pacchetto turistico col nome Pompei.

La Bit di Milano sarebbe stata un’opportunità d’oro per gli imprenditori di Pompei. Con date, eventi e nomi di artisti alla mano, gli operatori turistici avrebbero potuto vendere alle agenzie di viaggio il pacchetto che avrebbe promosso un tour nella città degli Scavi e del Santuario. Un programma che attualmente non esiste e che ha scatenato la rabbia dei consiglieri di opposizione, in primis Alfonso Conforti , nonché dei leader delle varie associazioni locali, chiamati a discutere in Municipio di un piano fantasma. E ci sarebbe dell’altro: secondo ultime indiscrezioni, il presidente della commissione turismo, il consigliere del Pd, Bartolo Martire, non sarebbe stato informato della prenotazione di uno stand da parte del Comune di Pompei alla Bit di Milano.

«Il sindaco convoca l’incontro e poi non si presenta – dice arrabbiato Alfonso Conforti, capogruppo della Lega -. Il motivo dell’incontro è l’annuncio della partecipazione del Comune alla Bit di Milano. Personalmente mi dissocio da questa iniziativa e resto sempre più basito dagli atteggiamenti di questa amministrazione. Tra i costi per lo stand, trasporti, voli, pernottamento dei rappresentanti che dovranno partecipare alla fiera, l’Ente dovrà prevedere una spesa di oltre 10mila euro. Uno spreco, l’ennesimo, nonostante di accoglienza nella nostra amata città non ci sia nulla. Persino avere una segnaletica è utopia e l’aggravante è che da due anni è stata introdotta la tassa di soggiorno». Per Conforti sarebbe opportuno «utilizzare quel tesoretto per investire in servizi di accoglienza, di prima necessità. Andare a Milano senza un programma è come andarsi a fare una semplice passeggiata. Se così fosse, consiglierei di andare almeno in una meta calda. Milano è gelida, per cui la nostra amministrazione vada altrove a sperperare denaro pubblico. La pagliacciata è confermata anche dalla mancata conoscenza dello stand da parte del presidente della commissione turismo», conclude Conforti. Un incontro, quello andato in scena in Municipio, che ha deluso anche il presidente di Federalberghi Pompei, Rosita Matrone , che da trent’anni partecipa alla Bit insieme alla Regione Campania. «Il prossimo incontro è previsto per martedì, intanto la Bit apre ufficialmente le porte il 9 febbraio – sottolinea Matrone, da sempre in prima linea nella valorizzazione del patrimonio culturale di Pompei -. E’ chiaro che non ci sono i tempi, parliamo di un ritardo clamoroso. E la mia è una semplice analisi dei fatti. A mio avviso, andare a Milano senza un programma, significherà prendere in giro i professionisti che sono lì per lavoro. Cosa abbiamo da proporre? Che date ed eventi abbiamo in programma per la stagione 2021-2022? Il Comune, nell’incontro, ha parlato di 2020 addirittura. Insomma, non si conoscono i meccanismi del turismo, di come si possa fare sponsorizzazione, di come si possano vendere pacchetti alle agenzie di viaggio. Ci sono tre aspetti chiave per promuovere Pompei: territorio, trasporti e accomodation. Ad oggi, ahimè, c’è un vuoto.Come si può pensare di bloccare voli, strutture ricettive e vendere il pacchetto?», dice delusa. «Sono ormai stanca di fare le solite richieste – aggiunge -. Tra l’altro, se solo il Comune lavorasse con programmazione, avrebbe potuto appoggiarsi allo stand di Federalberghi e Regione Campania. Invece si preferisce sprecare risorse che sono frutto di sacrifici di un anno da parte degli operatori, che ci rimettono pure con le spese tra contabilità e riscossione dell’imposta di soggiorno». Amaro pure il commento di Gianluca Machetti , presidente di Confesercenti.«Il programma che sarà presentato alla Bit di Milano ancora una volta denota, semmai ce ne fosse bisogno, la completa incapacità di occuparsi di turismo di questa amministrazione, senza tener conto delle spese inutili che saranno sostenute per un ritorno in termini di visibilità pari a zero», dice. «Abbiamo saputosoltanto il giorno successivo che il Comune di Pompei ha prenotato uno stand – aggiunge Roberto Sbrizzi , presidente di Apabb, associazione pompeiana Bed and breakfast e affittacamere -. Lunedì (domani, ndr) dovremmo rivederci per ulteriori informazioni sugli eventi “programmati” e da sponsorizzare alla fiera. Noi daremo il nostro contributo per qualche idea ma come sempre bisogna programmare ed essere costanti nel mantenere ciò che si propone altrimenti rischiamo di fare un’altra brutta figura e buttare altri soldi della city tax». Una tassa, istituita a Pompei per il rilanciare il turismo, che continua a generare veleni tra gli operatori che s’aspettavano una svolta finora disattesa. Complice la mancanza di confronti e soprattutto di programmazione.

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