Raggirò una 86enne di Gragnano e le rubò 800mila: broker di Torre del Greco a processo

Gaetano Angellotti,  

Raggirò una 86enne di Gragnano e le rubò 800mila: broker di Torre del Greco a processo

Circonvenzione di incapace, furto aggravato,  ricettazione, indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento. Sono questi i reati di cui sono accusati – a vario titolo – un noto promotore finanziario di Torre del Greco, Salvatore Serpe, sua moglie A. D. di 59 anni, loro figlio 33enne e la sua consorte, E. S. di 27 anni. I quattro sono finiti a processo con l’accusa – ciascuno giocando un proprio ruolo nella vicenda – di aver sottratto a un’anziana 86enne di Gragnano quasi la metà del suo ingente patrimonio: circa 800mila euro su un totale di 1,8 milioni. Nei giorni scorsi si è aperto il processo che li vede imputati davanti al giudice Gabriella Ambrosino del Tribunale di Torre Annunziata: espletate le questioni preliminari, il collegio difensivo ha chiesto che nella lista testi venisse inserita anche l’anziana donna, parte lesa costituitasi parte civile e assistita dal penalista Marziano Vicedomini e dal civilista Ferdinando Sorrentino. La prossima udienza, già fissata per maggio, si aprirà tuttavia con la deposizione di un consulente nominato nel corso delle indagini dalla procura – le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Emilio Prisco -: si tratta del medico che dopo aver visitato la donna riferì nella sua relazione delle “scemate capacità” di discernere e di agire da parte della donna, a causa dell’età avanzata e delle patologie di cui soffre. Un aspetto fondamentale, questo, che ha sostanziato l’ipotesi accusatoria della circonvenzione di incapace. Da parte, secondo la procura, di Salvatore Serpe, in primis. Il quale, approfittando del suo ruolo di promotore finanziario di un noto istituto di credito di Torre del Greco dove la facoltosa donna di Gragnano aveva un conto corrente, era riuscito a carpire la sua fiducia. Per poi appropriarsi, con la complicità dei propri familiari, di somme ingentissime: 800mila euro circa in poco più di due anni. Secondo la ricostruzione della procura torrese, al figlio e alla nuora di Serpe sarebbero finite le somme più ingenti, prelevati nelle forme più disparate. Innanzitutto in contanti, con prelievi dagli sportelli automatici grazie a bancomat e carte di credito di cui l’anziana donna ignorava anche l’esistenza: oltre 52.000 euro in tutto, con decine di prelievi effettuati a Torre del Greco, Gragnano, Castellammare e Torre Annunziata, tra luglio 2015 e giugno 2017.Poi attraverso bonifici effettuati on line dal promotore infedele, sempre a favore del figlio o della nuora, destinatari dei “regali” di onomastico e compleanno a nome dell’anziana, la quale però oltre ad ignorare completamente quelle disposizioni, non avrebbe mai potuto eseguirle nemmeno volendo, non avendo alcuna dimestichezza con gli strumenti informatici e non avendo mai posseduto alcun personal computer.Eppure quei bonifici partivano, e soprattutto arrivavano. Direttamente nelle mani dei due congiunti del promotore finanziario, oppure ad aziende e fornitori presso cui venivano effettuate spese molto ingenti. Soprattutto quelle relative alle nozze dei due giovani. Un matrimonio da sogno, praticamente pagato quasi per intero con le ingenti risorse economiche dell’anziana donna di Gragnano. Ovviamente a sua insaputa.Nel corso delle indagini la procura ha ricostruito minuziosamente tutte le spese legate al conto corrente intestato alla donna, ma di fatto gestito dal promotore finanziario. E così si è scoperto che l’ultraottantenne mai avrebbe potuto autonomamente spendere, ad esempio, 4.600 euro in un negozio di elettronica per acquistare computer, tablet, stampante e due smartbox, che non sapeva nemmeno usare. Oppure migliaia di euro in negozi di abbigliamento di lusso, tra Torre del Greco e Napoli, sia da uomo che da donna. Ma soprattutto gli inquirenti hanno accertato che le spese maggiori erano state effettuate per organizzare delle nozze da favola per i due giovani. A partire dalla location, il castello medievale di Castellammare, pagata con un bonifico di 4.600, al catering, ben 42mila euro, tramite un assegno firmato in bianco dall’anziana.E ancora, l’abito da sposa e altri otto vestiti da cerimonia, per una spesa totale di oltre 7mila euro in un noto atelier di Scafati; le bomboniere, costate 1.000 euro, in un negozio di Torre del Greco; le fedi nuziali e una riviera di brillanti del costo di 2.500 euro, acquistate in una gioielleria di Torre del Greco. Ma anche il viaggio di nozze, destinazione Polinesia, venne in parte pagato con i soldi dell’anziana, grazie a un bonifico di 6mila euro. Il padre dello sposo, dal canto suo, regalò ai due giovani altrettanti orologi Rolex, pagati con un bonifico da 3.500 euro e consegnando altri 9.700 euro in contanti, prelevati tramite bancomat. Da un conto non suo.

CRONACA