Reddito di cittadinanza, a Scafati 1.500 beneficiari

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Reddito di cittadinanza, a Scafati 1.500 beneficiari

Potranno essere adoperati per svolgere lavori di utilità sociale, i circa 1.500 beneficiari del Reddito Di Cittadinanza residenti a Scafati. Con la pubblicazione del decreto del Ministero del Lavoro 22 ottobre 2019, nella Gazzetta Ufficiale dell’8 gennaio 2020, i percettori del reddito di cittadinanza saranno tenuti a svolgere i cosiddetti Puc, ovvero i progetti utili alla collettività, presso il Comune dove risiedono. Gli aventi diritto dovranno dare la loro disponibilità, per almeno 8 ore settimanali e nell’ambito del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale, a svolgere attività non retribuite in svariati ambiti. Il decreto fornisce degli esempi di tipologie di attività che potrebbero essere svolte: sostegno nell’organizzazione di manifestazioni pubbliche; controllo e cura delle biblioteche comunali; accompagnamento agli scuolabus degli studenti; consegna della spesa in aiuto delle persone anziane; organizzazione di mostre ed eventi in ambito culturale; attività di supporto nella raccolta dei rifiuti e promozione e informazione in ambito di raccolta differenziata; gestione del servizio di doposcuola in ambito formativo e scolastico; manutenzione del verde pubblico, con particolare riguardo ai parchi giochi per bambini. Una manna per il Comune di Scafati, che trova difficoltà anche nelle manutenzioni più semplici, a causa del pesante sottorganico in cui si ritrova l’Ente. In caso di inosservanza dell’obbligo da parte dei beneficiari si avrà la perdita del sussidio. Le prestazioni sono totalmente gratuite pertanto, per ciò che riguarda le modalità di svolgimento, non vi può essere in alcun modo assimilazione ad un lavoro subordinato o autonomo. “Una grande opportunità per il nostro Comune – spiega Giuseppe Sarconio, consigliere del M5S – ho già chiesto al sindaco di attivare i progetti Puc”. E in tal senso si muove anche l’assessore ai servizi sociali Raffaele Sicignano. “Come comune attiveremo poi tutte le procedure in virtù anche della legge emanata, per impiegare presso il nostro ente i percettori del reddito di cittadinanza, non solo nelle attività sociali, ma anche nei lavori di piccola manutenzione quali la pulizia, la custodia, guardiania e in tutti i casi che sono previsti dalla legge. Sarà sicuramente un supporto data la carenza di personale”. Considerato che a Scafati è assente anche l’elementare servizio di spazzamento manuale dei marciapiedi, avere a disposizione centinaia di percettori per 8 ore a settimana ciascuno significa tenere puliti altrettanti marciapiedi cittadini. Non solo, considerato che la Polizia Municipale non riesce a coprire tutte le scuole cittadine per l’entrata e uscita degli alunni, si potrebbero utilizzare i soggetti idonei in sostituzione dei “nonni civici” per l’attraversamento sulle strisce. Fondamentale anche la possibilità di utilizzarli presso la Biblioteca Morlicchio, al momento a mezzo servizio per l’assenza di personale. Insomma, un assist dello Stato che il sindaco Cristoforo Salvati e la sua Giunta dovranno sfruttare al meglio. Non tutti sono però entusiasti di tale normativa. “Il welfare non può mai essere merce di scambio con i diritti ed il lavoro. Il lavoro deve sempre essere una scelta, deve sempre essere retribuito, deve essere sempre legato ad un sistema di diritti e tutele, o almeno così dice la nostra Costituzione” così Michele Grimaldi, consigliere di minoranza e segretario del Pd cittadino. “Se c’è bisogno di aumentare l’organico nei Comuni, e c’è, certo che c’è, e se ci sono fondi a disposizione, e ci sono, certo che ci sono, si deve produrre occupazione, formazione e dignità: e non di certo il ritorno alla concezione ottocentesca del povero che umilmente ringrazia, con un po’ di fatica, per non essere del tutto affamato”.

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