Vico Equense, appello salva-ospedale: «Non va smantellato»

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Vico Equense, appello salva-ospedale: «Non va smantellato»

E’ il 17 gennaio 2012, oltre sette anni fa. Il consiglio comunale di Vico Equense si riunisce e discute dell’ospedale unico della penisola sorrentina. Allora, al progetto credevano in pochi anche perché non c’era ombra di un finanziamento certo, a dispetto dei 65 milioni di euro bloccati di recente dalla Regione Campania per aprire i cantieri. In aula si dialoga sull’ipotesi di attivarsi per un nuovo maxi presidio e viene approvata una delibera, la numero 53. Con quest’atto, maggioranza e opposizione votano all’unanimità la proposta che se da una parte concede sostanzialmente un semaforo verde all’ospedale unico previsto a Sant’Agnello (sorgerà al posto dell’attuale distretto sanitario 59), dall’altro impegna l’allora sindaco Gennaro Cinque «di richiedere all’Asl Napoli 3 Sud e alla Regione Campania che, nell’ambito della futura riorganizzazione dell’ospedale di Vico Equense “De Luca e Rossano”, lo stesso sia comunque sede di pronto soccorso attivo adeguato alle esigenze e alla particolare orografia del territorio». Non solo, quella delibera indicava a Cinque di attivarsi affinché l’attuale sede dell’ospedale De Luca e Rossano venisse identificata «come struttura atta a potenziare la rete dei servizi territoriali». Oltre a ciò si aspirava alla necessità di garantire «il mantenimento ed il potenziamento del poliambulatorio di Moiano», frazione alta della città. Ora, a quanto pare, c’è un bel po’ di fibrillazione nella stessa maggioranza per quella delibera. Sì, perché il progetto per costruire l’ospedale unico è nella fase clou – pubblicato, da Soresa, l’avviso per la progettazione, con scadenza dei termini fissato per il prossimo 16 marzo – così a Vico Equense risale la tensione perché si teme una chiusura, anche parziale, dell’ospedale che possa magari essere riconvertito come sancito in quella delibera numero 53 del 2012. Ci sono alcuni consiglieri comunali dell’attuale amministrazione guidata dal primo cittadino Andrea Buonocore che intendono tornare in aula e ridiscutere i termini di quell’atto. Si vocifera addirittura che si possa approvare un nuovo atto nel quale invece che impegnare il sindaco (oggi Buonocore) a mantenere perlomeno un Psa inviti l’intera giunta a fare tutto il possibile per scongiurare un minimo demansionamento del presidio sanitario De Luca e Rossano. Sui social network l’argomento procura numerose repliche e discussioni. In tanti, tra i residenti, esprimono pesanti perplessità sul progetto dell’ospedale unico, non si tratta di ostracismo o volontà di fermare la realizzazione del nuovo plesso santanellese a servizio dell’utenza dell’intera penisola sorrentina. Bensì si riflette sul fatto che l’intera comunità di Vico Equense possa essere penalizzata con un servizio di certo meno adeguato alle caratteristiche territoriali e al numero di residenti della città. Anche la politica si interroga sulla querelle. A novembre, a margine della cerimonia di inaugurazione del nuovo reparto di Ortopedia all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Sorrento, Buonocore fece una riflessione: «Bisogna far sì che i livelli assistenziali nel quotidiano possano migliorare quanto prima anche all’ospedale di Vico Equense». Intanto i partiti si mobilitano. Mentre in consiglio comunale la questione potrebbe essere discussa entro la primavera, le sezioni locali di Fratelli d’Italia e Lega stanno promuovendo una (indipendente) campagna di sensibilizzazione, corredata da una raccolta firme attraverso la quale battere i pugni sul tavolo e ottenere magari rassicurazioni contro l’incubo della chiusura del De Luca e Rossano.

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