Rilancio Terme di Stabia, sindaco in crisi: «Scusate il ritardo»

Tiziano Valle,  

Rilancio Terme di Stabia, sindaco in crisi: «Scusate il ritardo»

Il primo documento che l’amministrazione comunale dovrà presentare al Ministero dello Sviluppo Economico nell’ambito del contorto percorso avviato per il rilancio di Terme di Stabia è una perizia sui danni delle due strutture. Un passo indietro di almeno tre anni, perché si tratta dello stesso identico lavoro già condotto durante l’amministrazione Pannullo e scavando nei cassetti degli uffici comunali non può che spuntare fuori la relazione del 5 luglio 2017, a firma del geometra Antonio Silvestro, che certifica in 10 milioni di euro i danni delle Nuove Terme. Ce n’è una anche per le Antiche Terme, fu fatta prima della pubblicazione del bando poi andato deserto.In pratica si ricomincia daccapo. Altro giro, altra corsa. Ma stavolta il sindaco Cimmino crede di poter arrivare fino in fondo per rilanciare il termalismo a Castellammare «perché è cambiato il trend in città». Dopo Nicola Cuomo e Antonio Pannullo tocca a Gaetano Cimmino, sotto braccio con il Movimento Cinque Stelle, pronunciare le tre parole che gli stabiesi sentono almeno dal 2014 quando si tratta di rilanciare il termalismo: «road map», «protocollo d’intesa» e «Invitalia».Un ritorno al passato che secondo il primo cittadino servirà per avviare «un percorso che darà lustro alla città», dice in conferenza stampa. Una convinzione che sarebbe figlia della «disponibilità mostrata dal Ministero» e da «un dialogo avviato con il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca». Di carte, atti, documenti, firme, neanche a parlarne per il momento. Tantomeno di date fissate per concretizzare questo percorso. «Ma il Ministero mi ha chiesto di fare presto», dice il sindaco Gaetano Cimmino. E stando alla sua personalissima road map «se entro febbraio riusciamo a firmare «l’accordo di programma integrativo per i Pics (fondi europei) con la Regione Campania, a marzo si potrà già avviare il percorso con il Ministero». E quindi la task force di tecnici che dovrà sciogliere i nodi tecnico-giuridici e logistici, la firma del protocollo d’intesa tra Comune, Ministero e Regione, e infine il bando di privatizzazione.Per comprendere quali siano le difficoltà di questo percorso e come potrebbero allungarsi i tempi, basta pensare che il sindaco Gaetano Cimmino immagina che oltre agli accreditamenti dell’Asl per le cure, la Regione deve garantire anche «la riapertura della stazione delle Antiche Terme». Un ragionamento che fila dal punto di vista teorico perché risulterebbe difficile immaginare un privato disposto a investire in una zona senza poter contare su collegamenti garantiti dal trasporto pubblico. Ma il processo chiamerà in causa l’Eav e passerà per l’inevitabile stanziamento delle risorse necessarie per rimettere in sesto la stazione. E per ora c’è solo la «disponibilità».Tuttavia il sindaco spiega che solo «il partenariato pubblico-privato può garantire che arrivi un investitore». «E anticipo chi vorrebbe chiedermi perché non abbiamo avviato questo percorso un anno e mezzo fa: scusate il ritardo».Una giustificazione che sembra non bastare all’opposizione comunale che da tempo incalza il sindaco. «Il rito della “messa scalza” al Ministero dello sviluppo economico ed a Invitalia, lo abbiamo consumato in tanti. Almeno gli ultimi 5 sindaci. E quindi su questo è inutile barare. Invitalia chiede fondi ed investitori, che al momento scarseggiano – dice Andrea Di Martino (Italia Viva) – Oggi è il tempo delle scelte. Il sindaco ne deve fare almeno due e su questo altro che “scusate il ritardo”. La prima è se la città può ancora permettersi due stabilimenti termali. La mia risposta è no. Il sindaco cosa pensa lo dicesse. Noi possiamo puntare sullo stabilimento delle Antiche Terme in tempi rapidi e definire una nuova funzione per il sito del Solaro. La discussione non è manco iniziata. La seconda scelta è quella che il pubblico deve stare lontano dalle Terme, ha fatto già troppi disastri, altri non ce li possiamo consentire. Quindi si cerca rapidamente un privato che voglia investire sulle Antiche Terme e il pubblico eviti di mettere i bastoni tra le ruote».

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