Ciro Formisano

Patto tra clan per un omicidio «A processo il boss profeta»

Ciro Formisano,  

Patto tra clan per un omicidio «A processo il boss profeta»

Prima svolta nel processo sull’omicidio di Aldo Autuori, imprenditore salernitano ucciso davanti a un bar a Pontecagnano nel 2015. L’Antimafia ha chiesto il processo per i cinque indagati. E anche il boss stabiese Luigi Di Martino, alias ‘o profeta, ritenuto l’ultimo Patto tra clan per un omicidio «A processo il boss profeta»reggente del clan Cesarano di Ponte Persica, rischia di finire alla sbarra con l’accusa di omicidio aggravato dalle finalità mafiose. Accusa che potrebbe costare – in caso di condanna – una pena durissima per il capoclan, già condannato in via definitiva per il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. L’udienza preliminare è stata fissata a marzo. Davanti al gup del tribunale di Salerno verrà discussa la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dai pm della Dda. Nel corso della stessa udienza verranno formulate le eventuali richieste di rito alternativo. Alcuni degli imputati, infatti, potrebbero scegliere di essere giudicati con rito abbreviato.

L’omicidio 

Secondo ricostruzione della Dda  due elementi di spicco del clan Pecoraro-Renna operante nella Piana a Sud di Salerno si sarebbero rivolti a Luigi di Martino chiedendogli un aiuto per l’esecuzione materiale dell’omicidio (delitto che rientrerebbe in logiche criminali strettamente legate alla gestione degli affar illeciti in provincia di Salerno). Di Martino, a sua volta, avrebbe fatto da intermediario tra i mandanti e gli esecutori materiali del delitto rivolgendosi a Francesco Mallardo, capo indiscusso dell’omonimo clan di Giugliano in Campania, il quale avrebbe, poi, dato incarico di uccidere Autuori ad un killer alle sue dipendenze. Le risultanze investigative hanno svelato come Francesco Mallardo, che all’epoca dei fatti era sottoposto al regime della libertà vigilata a Sulmona, sarebbe stato, più volte, contattato e raggiunto in Abruzzo da Luigi Di Martino, al quale avrebbe fornito la disponibilità dei suoi uomini a compiere il delitto. Un particolare, quest’ultimo, rimarcato anche dall’ultima inchiesta sull’Alleanza di Secondigliano nella quale si parla proprio degli incontri in alcuni centri commerciali tra il boss del clan Cesarano e gli esponenti del clan Mallardo. Nell’ambito dell’inchiesta su questo omicidio sono stati scoperti anche i legami tra le cosche. Patti e accordi stipulati dietro le sbarre. Da qui la richiesta della Direzione Nazionale Antimafia che ha spinto il Ministro della Giustizia a firmare, a settembre scorso, il decreto che dispone il trasloco al carcere duro del padrino di Ponte Persica, oggi recluso nel braccio di massima sicurezza del penitenziario Milano Opera. Il nome di Di Martino, in questi mesi, è finito al centro di diverse inchieste sulla fitta rete di estorsioni che la cosca avrebbe messo in campo per tormentare decine di imprenditori durante il periodo della sua reggenza. Per gli inquirenti ‘o profeta avrebbe raccolto lo scettro del comando dopo l’arresto di Nicola Esposito, alias ‘o mostro, erede del padrino Ferdinando Cesarano.

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