Casillo, il padrino di Boscoreale senza impero. Lo Stato si prende le case del boss

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Casillo, il padrino di Boscoreale senza impero. Lo Stato si prende le case del boss

Sale a quarantanove il numero dei beni confiscati alla camorra e acquisti al patrimonio comunale di Boscoreale. Ai diciannove riconducibili al clan Aquino-Annunziata, nei giorni scorsi sono stati ufficializzati altri venti, tutti intestati al boss Franco Casillo, alias “a vurzella”.Si tratta di ville, appartamenti e terreni. Un impero immobiliare concentrato tra le Marchesa e Pellegrini, frazioni rurali di Boscoreale. Una lingua di territorio dove sorge solo una piccola parte del patrimonio del clan riconducibili in massima parte al boss e ad alcuni esponenti della famiglia Annunziata. La notifica è arrivata direttamente dall’Agenzia Nazionale per “la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”.

Ville e appartamenti

Sono almeno tre le villette confiscate dalla Procura della Repubblica di Napoli e affidate al Comune. A queste si aggiungono otto appartamenti che, a quanto risulta, sarebbero ancora abitati, e diversi box. Senza contare i terreni agricoli e serre disseminati nella zona periferica. Secondo una stima approssimativa, il valore delle ultime acquisizioni sfiora i 2 milioni di euro a cui si aggiungono gli altri 800 cento mila euro dei beni precedentemente acquisiti dal clan Aquino-Annunziata. Agli agenti di polizia locale, che hanno notificato gli atti di sequestro, spetterà poi verificare la presenza di eventuali abusi edilizi. Si tratta di verifiche tecniche propedeutiche all’acquisizione di immobili e terreni al patrimonio comunale. Da quanto trapela, il primo abuso accertato riguarda la costruzione di una piscina all’interno di un complesso residenziale di via Marchesa. Ma i controlli sono solo all’inizio.

L’iter burocratico

Tutto è partito da una convocazione dell’Anbsc (Agenzia Nazionale per la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) che aveva proposto all’amministrazione comunale l’acquisizione dei beni. Una richiesta che è stata subito accolta ed è stata poi formalizzata nel corso della conferenza di servizi che si è tenuta presso la Prefettura di Napoli tenutasi a dicembre. La conferenza aveva l’obiettivo di consentire agli enti pubblici partecipanti di prendere visione dei 746 beni situati nei propri territori per presentare le manifestazioni di interesse. Si tratta di appartamenti, box e terreni per un valore complessivo di oltre 50 milioni di euro. All’incontro erano presenti, tra gli altri, i rappresentanti della Regione Campania, della Città Metropolitana di Napoli, delle Province di Avellino e Caserta, dell’Agenzia del Demanio e dei Comuni in cui si trovano i beni confiscati, tra cui appunto Boscoreale che non si è tirata indietro.

Un colpo ai clan

Dalla periferia al centro, la mappa degli immobili, e delle organizzazioni criminali, è puntellata di ricchezze immobiliari accumulate in maniera illecita. Nel centro storico, il Comune ha da poco acquisito il primo immobile sequestrato alla camorra e che apparteneva al clan Pesacane, egemone sul territorio boschese. Si tratta di un negozio di circa 100 metri quadrati, che sorge in via Papa Giovanni XXIII, accanto al parco pubblico. Un tempo era stato adibito a sala giochi e slot machine e ora sarà trasformato in un centro culturale.

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