La disinformazione sui social. C’è chi teme di essere arruolato

Redazione,  

La disinformazione sui social. C’è chi teme di essere arruolato

Dopo le minacce di conflitto in Iraq, Iran e Libia, sui motori di ricerca molti giovani hanno cercato informazioni relative all’arruolamento. Molti hanno scritto post temendo di dover partire per il fronte, a dimostrazione di quanta disinformazione ingolfa i nostri smartphone ogni giorno e distorce anche i fatti, spostando magari l’attenzione da fatti delicati, che dovremmo imparare a studiare e interpretare, a paure infondate che diventano virali. In realtà negli Stati Uniti dal 1973 e in Italia dal 2004, la leva non è più obbligatoria. A pochi giorni dal conflitto, avvenuto nella notte tra il 2 e il 3 gennaio scorso, che ha portato alla morte del generale Qasem Soleimani, si è scatenata una vera e propria isteria collettiva data dal continuo avvicendarsi di notizie, post seri e memes riguardanti il possibile scoppio di un conflitto mondiale. Su twitter l’hashstag #WWIII ha raccolto oltre un milione e mezzo di cinguettii. Questo è un esempio che mette in evidenza la dipendenza delle nostre emozioni e delle nostre paure dalle svariate informazioni che di volta in volta gridano “al lupo al lupo”. Il web e ogni altro canale di informazione si è riempito subito di articoli a riguardo, salvo poi, come per molti altri casi, svuotarsi dopo un breve periodo. Il flusso di notizie che riguarda questo possibile conflitto si è molto ridotto, ma resta ancora il terrore nelle menti di molti giovani.

Raffaele Pio Del Sorbo – Pietro D’Antuono

Liceo Pascal – Pompei

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