Se dico memoria dico Ebrei. Molti mostrano disinteresse, alcuni citano Stalin

Redazione,  

Se dico memoria dico Ebrei. Molti mostrano disinteresse, alcuni citano Stalin

Shoah, Olocausto, sterminio degli Ebrei, Auschwitz. Bastano queste parole per riportare alla mente di ognuno di noi una serie di immagini tragiche. Qualcuno vorrebbe che avessimo una sorta di corazza su questo tema, che quasi non dovrebbe più scomporci, per fortuna non è così. Ognuna di queste parole porta con sè un carico di dolore, come una ferita ancora aperta nel cuore e nello stomaco di ogni essere umano. Ed è bene che questo non cambi mai.

La giornata della memoria si celebra il 27 gennaio di ogni anno. Abbiamo svolto un sondaggio tra i ragazzi dei licei che aderiscono al progetto MYoung e ovviamente una delle parole più volte associate all’Olocausto è stata «Ebrei», vittime dei martiri. Subito dopo segue la parola «Morte» la quale ci riporta a quegli anni bui, in cui le persecuzioni non solo verso ebrei ma anche a invalidi, Rom e omosessuali da parte dei fascisti, tra gli anni 1939 e 1945, hanno diffuso «Tristezza» (questa è la terza parola più scelta) e angoscia assoluta tra le persone. C’è da prestare attenzione al fatto che i ragazzi interpellarti hanno scelto solo poche volte il nome di «Hitler» per esprimere un termine associato alla Shoah, eppure si tratta dell’uomo che ha dato vita alla brutalità.

Altri hanno addirittura collegato l’Olocausto a «Stalin» dimostrando una preoccupante ignoranza dei fatti. Purtroppo da alcuni di noi giovani l’importanza della giornata della memoria non è stata recepita a pieno, infatti molti hanno utilizzato termini completamente fuori luogo, o addirittura termini diseducativi mostrandosi completamente disinteressati dall’argomento. La Shoah è stato un momento terribile della storia dell’umanità. Questo è innegabile, ma ciò che dovrebbe portarci a riflettere sempre sono due punti: il primo è che dopo lo sterminio degli ebrei la condizione di vita dei tedeschi ariani, come si definivano, non è migliorata. Il motivo è semplice: ovviamente, la colpa non era degli ebrei. In secondo luogo, questo odio nei confronti del diverso, sia a livello religioso che di lingua o colore della pelle, è un atto sbagliato. Non esiste una popolazione diversa da un’altra, esistono solo esseri umani che possono fare cose bellissime come cose bruttissime, possono sbagliare o raggiungere importanti risultati.

L’importanza dell’uguaglianza tra tutti i popoli è un concetto chiave che la memoria dell’Olocausto dovrebbe ricordarci ogni giorno. Come dice Josè Saramago, «Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo. Senza memoria non esistiamo e senza responsabilità forse non meritiamo di esistere».

Sondaggio a cura di: Gervasio Battimelli, Rossella Abagnale, Mario De Martino, Lorenzo Sicignano, Antonio Gallo, Gennaro Isoldo, Vincenzo D’Aniello

Elaborazione dati e discussione: Gennaro Isoldo, Gervasio Battimelli

Liceo Pascal – Pompei

CRONACA