Scontro sul brand Pompei: «Il marchio non è registrato»

Teresa Palmese,  

Scontro sul brand Pompei: «Il marchio non è registrato»

“Ennesima tegola, ennesima dimostrazione di inefficienza amministrativa ad opera di approssimati imprestati alla gestione della cosa pubblica”. L’opposizione si dice contraria alla battaglia legale annunciata dal sindaco di Pompei, Pietro Amitrano, unitamente al direttore degli Scavi, Massimo Osanna, contro i vertici del nuovo centro commerciale Maximall che sorgerà a Torre Annunziata. Colpa dell’utilizzo improprio, a detta degli amministratori di Pompei, del marchio Pompeii. Un marchio che ora andrebbe difeso in tribunale e che non trova d’accordo la minoranza, che ricorda al sindaco di non aver redatto ancora un regolamento a tutela del brand, che non sarebbe dunque registrato. “Il sindaco tuona dicendo che darà mandato agli avvocati per tutelare l’immagine di Pompei alla vigilia dell’apertura del centro commerciale di Torre Annunziata – dichiara Giuseppe Benessere, segretario cittadino della Lega e fondatore del nuovo movimento politico Smart Pompei -. A nostro avviso si tratta di un nuovo sperpero di denaro pubblico, nessun regolamento comunale tutela il nome o il marchio Pompei. Invece di sperperare denaro e prendere in giro noi cittadini, si impegni a registrare il marchio Pompei e di mettere su un regolamento per la salvaguardia del nome della nostra città. Questa la soluzione unica e al fotofinish capace di arginare una eventuale “speculazione commerciale”.  Il sindaco è abituato ai proclami e all’inconcludenza, ora mette in scena una diatriba legale solo per salvare la faccia svendendo di fatto il nome della nostra città al collega di Partito del PD, una messa in scena”. Benessere ricorda che “prossimamente verrà aperta una uscita autostradale a ridosso del centro commerciale, il sindaco dovrebbe già saperlo perché ha partecipato a diversi incontri, anche questa uscita recherà il nome Pompei, quando accadrà, sarà impiantata un’altra messa in scena. Noi della Lega siamo disponibili, assieme alla maggioranza, in due settimane a regolamentare l’uso del nome e del marchio Pompei se il sindaco lo vuole davvero”. Una proposta, quella dell’opposizione, che potrebbe generare nuovi malumori politici anche in maggioranza, che oggi si vedrà nelle stanze di Palazzo de Fusco per un nuovo chiarimento dopo la minaccia di una sfiducia venuta fuori con forza subito dopo l’approvazione del piano Eav. Chiarimenti ora dovuti anche in  vista di un’eventuale aumento della Tari. Per l’opposizione, però, c’è anche la priorità di discutere di un regolamento che tuteli il marchio Pompei. Il sindaco nel frattempo si è limitato a far sapere che “utilizzare il ‘marchio’ della nostra città in un progetto che non riguarda Pompei e che non insiste sul territorio di Pompei è una speculazione intollerabile”. A giorni i due uffici legali, del Comune e del Parco Archeologico, si incontreranno per avviare tutte le azioni legali praticabili, anche in via cautelare e d’urgenza, per bloccare lo sfruttamento del nome Pompei. È quanto comunicato tramite una nota partita ufficialmente dagli uffici del Municipio, per dare seguito a quanto annunciato nel 2017. Una battaglia legale farsa per l’opposizione, che ricordano che il sindaco, nonostante i solleciti, non abbia ancora lavorato a un regolamento che tuteli il brand Pompei, ormai noto in tutto il mondo. @riproduzione riservata

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