Firma falsa per la candidatura, assolto ex dipendente del Comune di Sant’Antonio Abate

Elena Pontoriero,  

Firma falsa per la candidatura, assolto ex dipendente del Comune di Sant’Antonio Abate

L’ex responsabile dell’ufficio Elettorale, del Comune abatese, era finito a processo con l’accusa di aver falsificato una firma: assolto con formula piena. Unico imputato B.C., era stato ritenuto responsabile dell’alterazione di documenti di un politico di Torre del Greco. Il presunto broglio era avvenuto a ottobre del 2016, durante la presentazione delle liste per le elezioni del consiglio della Città Metropolitana di Napoli. Tra le candidature ne era risultata una “fantasma”, ovvero effettuata senza la minima autorizzazione del diretto interessato Domenico Maida, fedelissimo dell’onorevole Nello Formisano. L’ex amministratore del Comune di Torre del Greco, capogruppo di Italia dei Valori all’epoca dei fatti, si era ritrovato iscritto nella lista Napoli Popolare, sostenuta da Gioacchino Alfano e Pasquale Sommese. «Non sapevo di essere candidato e non ho mai siglato l’accettazione della candidatura», aveva dichiarato Domenico Maida ai carabinieri, una volta appreso della candidatura “a scatola chiusa”. Da qui ne era seguita una indagine che aveva portato i militari fin dentro gli uffici comunali di Sant’Antonio Abate, dove sarebbe stato commesso il reato. L’ipotesi era la falsificazione di una firma poi autenticata dal dipendente comunale, oggi in pensione. In effetti, secondo la tesi del responsabile dell’ufficio Elettorale, difeso dall’avvocato Catello Ascione, sarebbe stato lui stesso ingannato, vidimando un documento che credeva autentico. Qualcuno avrebbe voluto “regalare” una candidatura, con- vinto di inclinare gli equilibri politici durante la tornata elettorale di quattro anni fa. Sotto la lente di ingrandimento era finito il fascicolo della lista Napoli Popolare, passato al setaccio per accertare la veridicità della firma in calce alla sottoscrizione della candidatura di Domenico Maida, delfino del deputato Nello Formisano. Il principale sospettato per l’alterazione degli atti, era stato il dipendente del Comune di Sant’Antonio Abate «… perché, quale pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, impiegato presso il Comune abatese, incaricato di autenticare la sottoscrizione della dichiarazione di accettazione alla candidatura alla carica di consigliere per la Città metropolitana per la lista popolare di Domenico Maida, attestava falsamente che l’ex amministratore di Torre del Greco aveva apposto la firma in sua presenza, previa compiuta identificazione nella data del 18 settembre 2016 sul documento, circostanza ideologicamente falsa in quanto la firma apposta sulla dichiarazione non è riconducibile a Domenico Maida». A quattro anni di distanza dai presunti brogli pre elettorali, è arrivata la sentenza che ha scagionato definitivamente l’ex dipendente comunale di Sant’Antonio Abate «assolto perché il fatto non sussiste». Fine di un incubo per l’ex responsabile dell’ufficio Elettorale abatese, unico imputato nel processo per falsificazione della firma di Domenico Maida, candidato a sua insaputa in una lista concorrente per il consiglio della Città Metropolitana del 2016. Resta, dunque, un mistero sulla “manina” che ha cambiato le carte in tavola, sottraendo e utilizzando dati personali per creare caos e forse tentare di bloccare la presentazione delle liste. Un movente che così come l’autore sono, a oggi, sconosciuti.

CRONACA