Vincenzo Lamberti

Le sardine napoletane: «Anticorpi della politica non falliremo come i 5S»

Vincenzo Lamberti,  

Le sardine napoletane: «Anticorpi della politica non falliremo come i 5S»

Lo scenario in Campania è simile a quello che ha portato alla vittoria del centrosinistra in Emilia Romagna. I sondaggi danno in testa il centrodestra e vincente la Lega. Lo schieramento di De Luca arranca ma c’è un elemento che potrebbe giocare a suo favore. O di quello del candidato che potrebbe prendere il suo posto: le sardine.

Riccardo Festa, architetto, è uno dei componenti del coordinamento campano delle sardine.

Riccardo Festa, sicuramente dopo il voto in Emilia c’è di che essere felici. Tutti dicono che siete stati determinanti. 

«Guardi, è innegabile dirle che siamo felici e che anche in Campania pensiamo di essere determinanti per le sorti delle elezioni regionali».

C’è secondo lei un segreto di questa affermazione? In Emilia ma anche in altre zone dell’Italia?

«Anzitutto stiamo uscendo dal web: dopo la manifestazione a piazza Dante abbiamo deciso di dare vita a un coordinamento che si è mosso prima sul web e poi ci siamo conosciuti anche di persona. Si tratta di un’organizzazione su cui stiamo lavorando per radicare meglio le presenze in Campania e in provincia di Napoli. Stiamo ragionando sulle fasi che dobbiamo attraversare. Noi vogliamo essere determinanti per modificare la politica in questo paese.  D’altra parte Mattia (Sartori, la sardina più nota) lo ha detto: saremo presenti sempre laddove potremmo essere utili per condizionare in maniera positiva la politica».

Qualcuno vi rimprovera di non avere una collocazione politica netta. E’ una critica che condivide?

«Il futuro di questo movimento è discussione, è confronto, è cercare di capire qual è la propria collocazione. Il nostro movimento si colloca nell’ambito della sinistra nel panorama politico contro il populismo. Noi chiediamo che la buona politica si occupi dei problemi comuni, un movimento che inizia a fare rischieste precise rispetto a questioni importanti e si augura che questo possa avvenire con la nostra presenza di pressione nei confronti di una politica che deve cambiare traiettoria. Se la politica non risponde allora le sardine scenderanno in campo».

Il panorama politico italiano appare un po’ bruciato dall’esperienza Cinque Stelle: c’era grande aspettativa, poi c’è stato il fallimento. In cosa questo movimento è diverso? 

«Uno degli errori del movimento è stato quello di non aver mai voluto avere connotazione politica: è populista e non ha operato scelte di campo. Noi invece stiamo per fare dal basso ma contro il populismo. Non siamo per la politica in generale, noi ci siamo schierati dicendo no alle destre, no a Salvini, chiedendo un cambiamento del linguaggio perché siamo antifascisti e antirazzisti».

Prodi, Zingaretti, Renzi. Diciamo che tutti ora vogliono tirarvi per la giacca. Voi come rispondete?

«In questo momento vorrei seguire le cose che Mattia ha indicato da Bologna. Siamo in silenzio stampa sulle questioni nazionali. Abbiamo detto che siamo stati determinanti per l’Emilia. Stiamo iniziando una fase in cui vogliamo discutere su questioni locali e quindi affrontare le questioni campane. Altro non ci interessa»

In Campania, però, il centrosinistra ancora non ha deciso. Voi cosa farete?

«Stiamo ragionando e riteniamo che la prima cosa da fare è non consegnare la regione a Salvini. Perché questo non accada auspichiamo che ci sia convergenza su una canditura condivisa che invece di dividere unisca le forze di sinistra. Ragioniamo su questo e speriamo di trovare un punto d’intesa. Faremo il possibile per condizionare la scelta di un candidato giusto che unisca tutto il mondo a sinistra per evitare che la regione Campania possa essere appannaggio della destra».

Qual è la missione delle sardine?

«Siamo anticorpi della politica. Purtroppo c’è una fase di restringimento di democrazia e partecipazione, noi vogliamo allargare gli spazi di partecipazione e portare persone alla politica, riavvicinarle, visto che c’è stata disaffezione. Noi invece vogliamo invitare persone a partecipare ma anche a essere determinanti con la propria scelta di voto».

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