Andrea Ripa

Marco, quel bimbo mai nato. Due medici sotto inchiesta

Andrea Ripa,  

Marco, quel bimbo mai nato. Due medici sotto inchiesta

La tutina azzurra e il bavaglino con il suo nome resteranno chiusi in un borsone e messi nell’armadio. Perché quel bimbo – lo avrebbero chiamato Marco – a casa non arriverà mai. La tragedia su cui la procura della Repubblica di Nocera Inferiore ha acceso i riflettori avviando un’inchiesta per un presunto caso di mala sanità risale a inizio novembre scorso, quando una giovane di San Giuseppe Vesuviano incinta di otto mesi e mezzo varca le porte dell’ospedale di Sarno in preda a dolori e perdite di liquido verde dal corpo. E’ sorretta a fatica dal marito. Soffre.

Chiede aiuto. Eppure per i camici bianchi del nosocomio Martiri di Villa Malta, che la sottopongono a specifici esami di controllo, è tutto regolare. Le condizioni della giovane di 23 anni non sono preoccupanti per i dottori. Anzi viene spedita a casa, nell’attesa che arrivi il grande giorno. Che dia alla luce il suo piccolo bambino, Marco appunto.L’8 novembre, neanche 24 ore dopo la visita ricevuta in ospedale, la ragazza torna in pronto soccorso. Sempre a Sarno, lì lavora anche il suo ginecologo di fiducia.Preoccupata perché non sentiva più il figlioletto muoversi, chiede ancora una volta aiuto ai medici. «Un bambino che scalciava sempre, poi il nulla», racconterà alle forze dell’ordine in fase di denuncia. Aveva ragione lei, il bimbo era morto. Il secondo tracciato effettuato sulla giovane ha evidenziato, a dispetto delle rassicurazioni ricevute il giorno prima, l’avvenuto decesso del feto: il piccolo Marco non nascerà mai.

Eppure 24 ore prima le avevano detto che tutto era regolare. Una tragedia inspiegabile. Le fasi successive a quella notizia hanno rappresentato i momenti più brutti per la giovane di San Giuseppe Vesuviano, per il marito di 26 anni e per i genitori della ragazza che oggi invocano giustizia per quanto successo. Otto ore dopo aver saputo che il piccolo che ha portato in grembo per otto mesi e mezzo è deceduto, la giovane è stata sottoposta a intervento chirurgico: un parto cesareo per mettere alla luce il feto senza vita del suo Marco. Tra le lacrime di chi sperava di abbracciare un bambino e s’è trovato a piangere una morte.Dopo aver lasciato l’ospedale Martiri di Villa Malta i due giovani di San Giuseppe Vesuviano, accompagnati dai parenti, hanno sporto denuncia alle forze dell’ordine per far chiarezza su una morte alquanto strana.

Negli otto mesi e mezzo di gravidanza mai alcuna anomalia era emersa. Ecco perché la procura della Repubblica di Nocera Inferiore – sostituto procuratore Viviana Sessa – ha aperto un fascicolo d’inchiesta sulla tragedia del piccolo Marco, il bimbo mai nato. Sul registro degli indagati sono stati iscritti due medici del nosocomio sarnese, uno di questi è il ginecologo della giovane che lavora proprio al Martiri di Villa Malta. L’accusa nei loro confronti è quella di omicidio colposo. Gli inquirenti hanno anche provveduto al sequestro di tutti gli atti, comprese le cartelle cliniche. Sul feto la magistratura, che da inizio novembre ha acceso i riflettori su quanto accaduto tra il 7 e l’8 all’interno dell’ospedale, ha anche disposto venissero effettuati gli esami autoptici del caso. Che soltanto tra qualche settimana saranno consegnati ai familiari. Un referto destinato a far luce sulla tragedia che due mesi fa ha stroncato per sempre i sogni di una giovane famiglia. Sognavano di abbracciare un figlio, hanno messo alla luce un feto senza vita.

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