Presidi militari nei beni confiscati, l’idea del sindaco di Boscorelale contro la camorra

Pasquale Malvone,  

Presidi militari nei beni confiscati, l’idea del sindaco di Boscorelale contro la camorra

Un presidio delle forze dell’ordine negli immobili confiscati alla camorra. È una delle ipotesi alle quali sta lavorando il sindaco Antonio Diplomatico dopo i trentanove beni appartenenti al clan Aquino-Annunziata e al boss Franco Casillo, alias “a vurzella”. Si tratta di ville, appartamenti e terreni. Un impero immobiliare concentrato tra Marchesa e Pellegrini, frazioni rurali di Boscoreale. E proprio in una di queste ville che il primo cittadino avrebbe individuato la sede idonea per un presidio permanente delle forze dell’ordine. Un atto simbolico in un territorio sul quale camorra dettava le sue regole. Per ora si tratta di un’ipotesi ma tutt’altro che campata in aria. Certo, tra il dire e il fare ce ne passa. Sarebbe una procedura lunga e non certo semplice da portare a termine. Per ora, bisognerà attendere che il consiglio comunale formalizzi le acquisizioni. Solo dopo si potrà passare alla fase operativa. Intanto nel centro storico, il comune ha da poco acquisito il primo immobile sequestrato alla camorra e che apparteneva al clan Pesacane, egemone sul territorio boschese. Si tratta di un negozio di circa 100 metri quadrati, che sorge in via Papa Giovanni XXIII, accanto al parco pubblico. Un tempo era stato adibito a sala giochi e slot machine, e che ora sarà trasformato in un centro culturale. Intanto qualcosa inizia a muoversi. Di recente è pervenuta una richiesta da parte dell’istituto tecnico Ernesto Cesaro-Vesevus di Boscoreale per il comodato d’uso di uno dei terreni che qui a breve entreranno a far parte del patrimonio dell’ente. L’intento è quello di trasformarlo in una sorta di laboratorio all’aperto a favore degli studenti che frequenteranno l’indirizzo agrario. Una proposta che è stata accolta di buon grado da Diplomatico, che si è detto pronto a forma- lizzare quanto prima l’intesa. Non ci sono solo le scuole nei progetti di valorizzazione dei beni confiscati. Allo studio la possibilità di destinare alcuni immobili per eventuali emergenze abitative, ad esempio in caso di sfratti o in situazioni di urgenze. La notifica è arrivata direttamente dall’Agenzia Nazionale per “la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”. Le villette confiscate dalla Procura della Repubblica di Napoli e affidate al comune sono almeno. A queste si aggiungono otto appartamenti che, a quanto risulta, sono ancora abitati, e diversi box auto. Senza contare i terreni agricoli e serre disseminati nella zona periferica. Secondo una stima approssimativa, il valore delle ultime acquisizioni sfiora i 2 milioni di euro a cui si aggiungono gli altri 800 cento mila euro dei beni precedentemente acquisiti dal clan Aquino-Annunziata. Agli agenti di polizia locale, che hanno notificato gli atti di sequestro, spetterà poi verificare la presenza di eventuali abusi edilizi. Si tratta di verifiche tecniche propedeutiche all’acquisizione di immobili e terreni al patrimonio comunale. Da quanto trapela, il primo abuso accertato riguarda la costruzione di una piscina all’interno di un complesso residenziale di via Marchesa.

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