Abusi edilizi in 22 città dell’area vesuviana. Via libera dal Governo per sbloccare i condoni

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Abusi edilizi in 22 città dell’area vesuviana. Via libera dal Governo per sbloccare i condoni

Il via libera dal Governo per lo sblocco di circa 70mila domande di condono che per trent’anni hanno ingolfato gli uffici di ventidue città della zona rossa della provincia di Napoli è arrivato grazie a una “non” decisione. Palazzo Chigi ha deciso di non impugnare la modifica alla legge regionale varata dal consiglio lo scorso novembre, premettendo, di fatto, alle amministrazioni comunali di poter avviare uno studio destinato allo sblocco delle sanatorie – presentate tra il 1985 e il 1994 -, per anni bloccate in un imbuto procedurale che non consentiva ai Comuni di poter rilasciare alcuna certificazione di condono per abusivismo edilizio. Il rimbalzo di responsabilità tra soprintendenza e amministrazione ha fatto sì che migliaia di richieste siano rimaste in sospeso per lungo tempo, costringendo migliaia di cittadini a vivere con l’ansia di veder un giorno demolita la propria casa. Ma nell’elenco dei 70mila abusi non ci sono soltanto i grossi complessi edilizi venuti su dal nulla a metà degli anni ottanta – e su cui pendono le richieste di sanatoria -, nei faldoni ingialliti che giacciono negli archivi dei municipio della provincia zona rossa di Napoli (in verità c’è anche Scafati per la provincia di Salerno) ci sono migliaia di casi che riguardano piccole costruzioni da “regolarizzare”. Tettoie non a norma, verande più grandi di quanto dichiarato, balconi improvvisati e tanto altro ancora. Tutte «anomalie» di carattere edilizio che ora potranno essere analizzate. «Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, ha esaminato ventidue leggi delle regioni e delle provincie autonome: ha deliberato di non impugnare la legge numero 26 recante “misure per la riduzione dell’incidenza della plastica sull’ambiente e modifiche legislative”», si legge nella nota di Palazzo Chigi. Ed è proprio in quel «modifiche legislative» che è contenuta la svolta per il rilascio delle pratiche tanto attese. Ascoltate le preghiere dei sindaci dell’area Vesuviana, dove i numeri dell’abusivismo edilizio sono drammatici: 13mila richieste di condono dormienti a Torre del Greco, circa 4mila a Pompei, 5mila a San Giuseppe Vesuviano, 10mila a Ercolano, oltre 6mila a Somma Vesuviana, giusto per citare qualche dato. Documenti che potrebbero essere – ma l’iter procedurale è tutt’altro che concluso – finalmente prese in analisi. L’emendamento presentato per la modifica della legge regionale del 2013 con cui si vietavano nuove edificazioni nei territori della zona rossa (epoca Bassolino) era stato presentato sia dal centrosinistra che dal centrodestra, votato a fine novembre a maggioranza con la sola opposizione del Movimento Cinque Stelle. Firmatari del provvedimento gli onorevoli Gennaro Oliviero, Mario Casillo, Carmine Mocerino e Luciano Passariello. «Il divieto non si applica agli edifici residenziali per i quali risultino pendenti procedimenti per il rilascio di permesso di costruire in sanatoria ai sensi delle legge 1985 e 1994», la parte sostanziale del testo dell’emendamento. Il primo passo per lo sblocco dei condoni edilizi, ora avallato anche dal Consiglio dei Ministri del governo giallorosso.La decisione del Governo – o meglio la non decisione – permetterà ai sindaci di poter dare risposte alle migliaia di domande di condono dormienti. Soddisfazione nelle parole di Mario Casillo, capogruppo in Regione Campania per il Partito Democratico e primo firmatario dell’emendamento votato a Palazzo Santa Lucia a fine novembre scorso. «Il Consiglio dei Ministri, tenutosi ieri pomeriggio, ha deciso di non impugnare la modifica apportata alla legge regionale 21/2003 che di fatto ha sbloccato la possibilità di esaminare le pratiche di condono per civile abitazione presentate in base alla legge 724/1994 e 47/1985. – ha detto il leader Pd – Ricordo a tutti che non è un via libera a nessuna nuova volumetria. In questo modo, i comuni potranno fornire una risposta certa alla richiesta di condono avanzata dai proprietari che vivono in abitazioni realizzate anni prima dell’entrata in vigore della legge regionale del 2003 con la quale si istituiva la zona rossa del Vesuvio. Un ringraziamento particolare al vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola, ai Ministri Paola De Micheli e Francesco Boccia e alla struttura del Ministero delle Infrastrutture, che hanno riconosciuto il diritto per le popolazioni dei nostri territori e con i quali abbiamo concordato una formulazione che recepiremo in tempi celeri». Un provvedimento che già all’epoca della presentazione dell’emendamento aveva scatenato numerose reazioni contrarie, soprattutto quelle ambientaliste.

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