Coronavirus, la psicosi che inquieta Sorrento: dalle fake news alle smentite del sindaco

Salvatore Dare,  

Coronavirus, la psicosi che inquieta Sorrento: dalle fake news alle smentite del sindaco

«I turisti cinesi contagiati dal coronavirus sono stati anche a Sorrento». Boom. La notizia inizia a circolare sui social network in piena nottata. Tutto si lega a un articolo pubblicato su una testata online del Frusinate che, citando fonti accreditate dell’Asl locale, afferma che i due turisti «facevano parte di una comitiva che si sarebbe dovuta fermare a Cassino provenendo da Sorrento a bordo di un bus». Zero conferme, zero approfondimenti. E la cosa, con incredibile velocità, intasa anche le chat. Col passare delle ore la news diventa virale e fa il giro del mondo destando preoccupazione, alimentando psicosi e favorendo gli sciacalli del web drogati di clic e visualizzazioni che, senza una minima verifica, spammano ovunque link e presunti aggiornamenti del caso.La bufala resta in piedi fino alle 12 in punto quando, dopo essersi attivato per capire la situazione, il sindaco Giuseppe Cuomo esce allo scoperto. E irrompe sulla psicosi generale con una rassicurazione perentoria: «I due turisti non sono mai stati qui, me l’hanno garantito forze di polizia e istituzioni sanitarie. Non deve esserci alcun tipo di preoccupazione». Eppure, la chiusura del traffico aereo con la Cina fa saltare l’arrivo a Sorrento di una delegazione di Nanchino che avrebbe dovuto essere protagonista di un gemellaggio culturale.La fake news viene concepita dall’ossessione social ed è lievitata nel tempo grazie alle precarie ricostruzioni sul viaggio in Italia fatto dalla coppia cinese. Nei fatti, provenienti da Wuhan – la provincia cinese maggiormente colpita dall’epidemia – i due turisti contagiati sono atterrati a Malpensa. Poi hanno raggiunto autonomamente Parma, Verona e Firenze. Il resto della comitiva con cui i coniugi di 67 e 66 anni sono giunti in Italia era diretta in bus verso Roma ma è stata fermata a Cassino e scortata fino all’ospedale Spallanzani, nella Capitale, dove sono stati effettuati degli accertamenti di rito. Non trova conferme la voce secondo cui i turisti avrebbero fatto visita alla costiera amalfitana.Il Comune di Sorrento, fin da subito, si è attivato per avere notizie certe da Asl Napoli 3 Sud (interfacciandosi con il direttore generale Gennaro Sosto), Questura e Prefettura. In poche ore, consultando anche i database del commissariato degli ospiti che hanno pernottato negli ultimi giorni in hotel e strutture ricettive della penisola sorrentina, Cuomo ha ricevuto informazioni precise e rassicuranti. «La coppia non è mai venuta in visita nella nostra città – le parole del sindaco – In questo momento, il mio pensiero va a loro – con l’augurio che possano trovare tutta l’assistenza necessaria per affrontare la malattia – così come a tutta la comunità del popolo cinese, al quale ci legano rapporti di amicizia e di scambi culturali».Tipo quelli da intessere con una delegazione del distretto di Gulou, attesa a Sorrento per il prossimo 3 febbraio. Un’occasione per definire i termini di un prossimo gemellaggio tra le due città. Ma alla fine di una giornata a dir poco convulsa l’iniziativa è saltata. Decisiva la disposizione del ministero degli Affari esteri cinese che ha preferito posticipare tutto.Intanto, a Sorrento e dintorni, gli imprenditori turistici cercano di capire come e quanto può incidere il coronavirus sui flussi di clienti cinesi e asiatici per i prossimi mesi. C’è già un problema: alla luce dello stop ai voli, cosa sarà dei turisti cinesi che stanno soggiornando ora in penisola e che non possono rientrare in patria? Si attendono indicazioni anche da Palazzo Chigi e dalla Farnesina.

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