Diede alla luce Christian, e poi morì. Il marito: «Da un anno cerchiamo la verità»

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Diede alla luce Christian, e poi morì. Il marito: «Da un anno cerchiamo la verità»

«Non so ancora com’è morta mia moglie. E’ trascorso un anno da quel maledetto giorno e il dolore mi sta divorando». Giuseppe Bisconti è il marito di Lucia Balzano, la 28enne di Torre del Greco, che un anno fa è morta all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, appena due settimane dopo aver partorito nella Clinica Due Torri di Santa Maria la Bruna. Oggi, familiari conoscenti e amici si ritroveranno in chiesa per una messa in suffragio di Lucia, ma a tormentare chi le ha voluto bene è il tempo trascorso senza risposte. L’inchiesta condotta dal pubblico ministero Francesca Sorvillo, della Procura di Torre Annunziata, non è ancora arrivata a un punto di svolta. «Il nostro avvocato ci ha spiegato che il pm ha chiesto una nuova perizia, oltre all’autopsia che fu già eseguita dopo il decesso», racconta il marito che poi chiede «com’è possibile che dopo un anno non siano stati ancora depositati questi atti? – e ancora – Io stesso ho chiesto di essere ascoltato, ma non ho ricevuto risposte». Le indagini, evidentemente, stanno andando avanti, anche perché la morte di Lucia Balzano potrebbe avere più responsabilità. A ricordare cosa accadde in quei giorni è proprio Giuseppe: «Mia moglie ha partorito il 17 gennaio alla Clinica Due Torri e fu dimessa dopo tre giorni – racconta – Aveva qualche decimo di febbre e dolori alla testa, ma i medici dissero che erano gli effetti dell’epidurale. Il 24 gennaio, a causa della febbre alta, il medico ci consigliò di portarla al San Leonardo. Mia moglie raccontò anche dei dolori alla testa che persistevano e dopo gli accertamenti fu dimessa: i medici dissero che aveva qualche problema d’udito». Una settimana dopo, la tragedia. «Il 31 gennaio 2019, alle 10 del mattino chiedo l’intervento di un’ambulanza perché mia moglie ha la febbre alta – racconta Giuseppe – Il mezzo del 118, partito dall’ospedale Maresca di Torre del Greco, arriva senza medico. I volontari non sanno cosa fare, così decido di portarla al San Leonardo. Arriviamo alle 11 e lei viene ricoverata in codice verde. Fino alle 15 le viene somministrato solo un medicinale per abbassare la febbre. Poi i medici dispongono una Tac e subito dopo il ricovero. Mi dissero: “Dobbiamo capire qual è il problema”. Mentre attendiamo che si predisponga il trasferimento nella stanza arriva una dottoressa che si oppone, dicendo che mia moglie dev’essere sistemata nel reparto di malattie infettive. Mi dicono di stare tranquillo, ma che non posso entra- re. Torno a casa da mia suocera e mio figlio e dopo qualche ora ricevo la chiamata da mia madre, rimasta lì, che mi dice di correre in ospedale. Lucia era morta». A Giuseppe cade il mondo addosso: «Perché non so com’è morta – dice – Se davvero si fosse trattato di una malattia infettiva perché al momento del decesso mi permisero di salutarla, baciarla?». Giuseppe, assieme alla suocera Antonella Aurilia, vogliono la verità: «Lo dobbiamo a Christian, un bambino bellissimo e gioioso, che per colpa di qualcuno sta crescendo senza la mamma – dicono – Somiglia tanto a lei, ha i suoi occhi, lo stesso sguardo e ogni volta che vede una sua foto lancia un bacio verso il cielo. Ci batteremo affinché un giorno potremo raccontargli la verità su Lucia, il nostro angelo».

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