Ercolano, strappo Sabbarese-Formisano: prime crepe nel fronte anti-Buonajuto

Alberto Dortucci,  

Ercolano, strappo Sabbarese-Formisano: prime crepe nel fronte anti-Buonajuto

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Ercolano. «Tra i due litiganti, il terzo gode», recita un noto proverbio ispirato a un’opera di Luca Goldoni. «Tra i due litiganti, il terzo gode», ripetono i fedelissimi del sindaco Ciro Buonajuto. Perché – a circa tre mesi dalla presentazione delle liste per il rinnovo del consiglio comunale di Ercolano – si registrano le prime crepe all’interno del gruppo nato intorno agli scontenti del baby-Renzi del Vesuviano. E le «primedonne» pronte a cullare il sogno della fascia tricolore già sarebbero entrate in rotta di collisione. Con buona pace dei propositi di unità alla base del ventilato progetto per costruire un’alternativa all’attuale squadra di governo cittadino.

Il rottamatore e la dotttoressa

Le ambizioni dell’ex segretario cittadino dei democrat Piero Sabbarese non sono un mistero: già all’inizio del 2019 il consigliere comunale oggi schierato con Azione di Matteo Richetti  aprì la sua guerra senza frontiere all’ex compagno della crociata contro Vincenzo Strazzullo. Chiaro l’obiettivo del fuoriuscito dal Pd: rimettere in campo lo «schema vincente» portato avanti nel 2015 insieme a Ciro Buonajuto, Luigi Luciani – oggi segretario cittadino del Pd – e Luigi Simeone e provare così a «rottamare» il baby-Renzi del Vesuviano. Ma, a un anno di distanza dalle prime schermaglie, i conti sembrano già saltati. Perché l’entusiasmo della prima ora si è scontrato con numeri fino a oggi sotto le aspettative. E la leadership di Piero Sabbarese non ha mai completamente convinto gli alleati del gruppo anti-sindaco. Pronti a guardare con attenzione, invece, alle crescenti aspirazioni di Colomba Formisano. La dottoressa-politica – già ribattezzata dai suoi avversari, non senza un pizzico di impietoso sarcasmo, la «Rita Levi-Montalcini di Ercolano» – avrebbe già messo nel mirino, a dispetto delle smentite di facciata, la candidatura a sindaco: «Ho un gruppo forte alle spalle – la confessione agli amici pronti a sostenere la sua corsa in municipio – ma si devono creare le giuste condizioni. Staremo a vedere». Come a dire: dovesse capitare l’occasione, sono pronta a provare la scalata a corso Resina. E saluti e baci a Piero Sabbarese & company.

Le ambasce del Pd

Se i politici uniti solo dalla volontà di scalzare Ciro Buonajuto sono alle prese con le prime rivendicazioni personali, il Pd di Luigi Luciani naviga a vista. Oggi, a bordo del carrozzone democrat di Ercolano, ci sono diversi «cavalli di Troia». Sia i rientrati alla base dopo lo strappo del 2015 – in primis, Antonio Liberti e Antonietta Garzia – sia i simpatizzanti di Italia Viva sotto mentite spoglie, come l’attuale capo dell’assise Luigi Simeone. L’ipotesi-primarie è stata bocciata durante l’ultimo direttivo, ma – al momento – scarseggiano le alternative in grado di competere elettoralmente con Ciro Buonajuto.

La festa elettorale

Proprio il primo cittadino ha «approfittato» del suo onomastico per inaugurare la campagna elettorale. In trecento hanno partecipato all’happening organizzato in un locale di Ercolano per ricordare a tutti: «Io ci sono, pronto a portare avanti il lavoro iniziato cinque anni fa».

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