Sospeso il geometra del Comune di Castellammare che faceva soffiate sugli appalti

Tiziano Valle,  

Sospeso il geometra del Comune di Castellammare che faceva soffiate sugli appalti

Sospeso dal servizio per sempre. O almeno fino a quando non dimostrerà la sua innocenza in Tribunale. Questo il provvedimento firmato da Mariamaddalena Leone, dirigente del Settore Affari Generali e Risorse Umane, nei confronti di Eduardo Calò, geometra del Comune di Castellammare di Stabia a processo per corruzione e falso e sospettato di aver favorito imprenditori considerati dagli investigatori vicini al clan D’Alessandro. Il funzionario è destinatario di un provvedimento di «sospensione cautelare, senza soluzione di continuità». Di fatto è stato messo alla porta da Palazzo Farnese.

Le inchieste

Sono due le vicende che hanno travolto il geometra del Comune di Castellammare di Stabia. La prima riguarda un’inchiesta condotta dalla guardia di finanza, partita da una segnalazione della polizia municipale, che ha svelato un presunto di sistema di mazzette intascate per aggiustare pratiche edilizie. Una vicenda per la quale Eduardo Calò è già a processo.Due i casi di abusivismo le cui carte sarebbero state aggiustate ad arte. Nel primo episodio Calò avrebbe falsamente attestato il ripristino dello stato dei luoghi mentre i committenti avrebbero semplicemente ricoperto di erba e pietrisco una platea di cemento armato su cui sarebbe poi sorta una tettoia abusiva. Nell’altro caso, invece, ci sarebbe stata una mazzetta di mille euro per coprire un abuso edilizio che venne comunque sanzionato due volte: al primo sequestro del luglio 2016 seguì quello di novembre quando venne riscontrata la violazione dei sigilli. In entrambe le occasioni – spiegò Calò al giudice – non era stato lui ad occuparsi della questione ma altri due colleghi geometri dell’ufficio tecnico. E dunque, secondo la sua versione, in nessun modo avrebbe potuto mettere mano su quei verbali. Era stato il committente di quell’abuso edilizio – questa la ricostruzione dell’imputato- a contattare Calò quando aveva subìto il sequestro perché temeva di poter essere costretto a lasciare l’abitazione. Nelle conversazioni intercettate dagli investigatori il geometra dava consigli solo perché gli erano stati chiesti, spiegando al privato che se avesse dimostrato che quella era l’unica casa dove poteva abitare non sarebbe mai stato cacciato via. La questione economica di cui si sente parlare nelle intercettazioni riguarderebbe tutte altre vicende nate nei rapporti pregressi e personali tra i due. Una ricostruzione che chiaramente stride con quella dell’accusa e sta già caratterizzando lo scontro in aula davanti ai giudici del Tribunale di Torre Annunziata.Ma c’è anche un’altra vicenda che ha riguardato Calò, che ha spinto il Comune a firmare la sospensione dal servizio. Il nome del geometra spunta fuori dagli atti dell’inchiesta Olimpo, che il 5 dicembre 2018 portò all’arresto di esponenti di ben quattro clan tra Castellammare, Pompei e i Monti Lattari. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, il geometra del Comune aveva rapporti con Liberato Paturzo, considerato dall’Antimafia un imprenditore al servizio del clan D’Alessandro. Gli investigatori hanno documentato alcuni incontri tra Eduardo Calò e Liberato Paturzo e soprattutto acceso i riflettori su almeno due appalti assegnati alla ditta dell’imprenditore vicino ai D’Alessandro e giudicati sospetti. Una vicenda che non è passata inosservata al dirigente del settore Risorse Umane, che ha deciso di mettere alla porta il geometra.

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