I re Mida dei social. Un brand fatto di selfie

Cristina Esposito,  

I re Mida dei social. Un brand fatto di selfie

“Il segreto per giocare bene è vita privata” sosteneva il maestro Vujadin Boskov per svelare l’origine dei successi della sua Samp. L’icona di un calcio genuino e romantico probabilmente storcerebbe il naso di fronte alla deriva del football moderno. Non più una gara fra atleti che si disputa sui campi da gioco, ma un vero e proprio business. E, se prima i luoghi dove discutere della partita della domenica erano i bar, le piazze e gli stadi, oggi, nell’era dei social network, anche queste abitudini sono cambiate. Nemmeno i calciatori hanno saputo resistere alla tentazione di creare una presenza sui nuovi media: postare un selfie dopo una vittoria, condividere video con i compagni in allenamento o registrare stories con mogli e compagne, sono solo alcuni dei contenuti che è facile trovare quotidianamente sui loro profili. L’obiettivo? Creare un legame con i propri sostenitori ai quali svelare aspetti della vita dentro e fuori dal campo, e ciò con tutte le conseguenze del caso.

Non solo! Costruire un personal brand sul web significa anche incrementare i guadagni e c’è chi, per questo, si affida a veri e propri consulenti di comunicazione. A questo trend non si è sottratto proprio nessuno, nemmeno i campioni del nostro territorio. Numeri alla mano, è Gianluigi Donnarumma a dominare la classifica dei più seguiti con quasi 2.5 milioni di fan totali. Un rapporto di amore e odio perché il portiere del Milan, in passato, ha dovuto fare i conti con pesanti insulti e numerose minacce. Braccia in alto per festeggiare la qualificazione alle semifinali di Coppa Italia, é l’ultima foto condivisa su Instagram, dove si concentra la sua attività social. Prevalgono i contenuti in maglia rossonera mentre bisogna scorrere molto più in basso per trovare qualche foto con la fidanzata Alessia. Meno riservato il fratello Antonio a cui piace postare i momenti più belli con la moglie Stefania ed il piccolo Mattia. La simpatia e la genuinità di Ciro Immobile lo rendono uno dei campioni più apprezzati anche sul web dove, da solo, ha raggiunto circa due milioni di utenti, senza contare i numerosissimi fan della moglie Jessica.

La coppia, infatti, si diverte quotidianamente a postare Instagram stories con esilaranti siparietti dove il bomber di Torre Annunziata appare davanti alla PlayStation, canta in macchina o si cimenta in piccoli stacchetti con la sua dolce metà, ma ama mostrarsi anche come un marito e papà attento e premuroso. Se in casa Immobile, i social sono un affare di famiglia, diversamente può dirsi di Lorenzo Insigne che si è convertito soltanto in tempi più recenti e li utilizza esclusivamente per commentare vittorie e traguardi sportivi. Inoltre, sembra che per gelosia preferisca che sua moglie Jenny ne stia praticamente alla larga. In crescita esponenziale i numeri di Sebastiano Esposito i cui profili sono letteralmente presi d’assalto non solo da tifosi interisti. Basta pensare che in solo giorno ha guadagnato più di tremila nuovi follower su Instagram. I colori nerazzurri sono predominanti tra i suoi post e anche da lì traspare tutto l’entusiasmo del giovane talento. Non mancano contenuti dedicati alla famiglia e al forte legame con i due fratelli Salvatore e Francesco Pio. E poi, c’è Antonio Mirante che, nonostante abbia raggiunto un pubblico consistente, raramente affida ai social i propri pensieri ed anche la sua vita privata resta sempre piuttosto riservata. Al contrario, più stretto è il legame instaurato da Alfredo Donnarumma con i tifosi del Brescia che, lo incoraggiano nonostante il momento negativo. “Presto tornerai al gol” si legge sotto le foto con cui commenta i risultati del suo team. Ebbene, sembrerebbero davvero finiti i tempi in cui problemi, festeggiamenti, commenti e vicende private restavano tutti chiusi in quel luogo sacro che era lo spogliatoio. Quella di mettersi in vetrina è diventata una prerogativa di tutti i campioni dello sport.

Parla l’esperto: «Per gli sportivi l’immagine è tutto»

Così anche il canottiere Vincenzo Abbagnale, la pugile Irma Testa, la pallavolista Monica De Gennaro. Addirittura c’è chi come Antonella Fiordelisi, considerata una delle promesse della scherma italiana, sembrerebbe aver messo da parte la carriera sportiva per dedicarsi a quella di influencer. A questo punto una domanda sorge spontanea: quanto incide tutto questo sulle prestazioni? Il risultato di una ricerca scientifica brasiliana pubblicata su Journal of Sports Sciences ha dimostrato che troppi social fanno male: i giocatori che prima di un match passano più di 20 minuti su internet o in campo rendono meno e fanno scelte di gioco meno brillanti dei compagni più “riposati”.

I social network sono entrati a gamba tesa nel mondo dello sport. Creare una presenza sul web non è un gioco: la posta in palio è davvero alta se si considerano responsabilità, guadagni e credibilità. Così, dietro ogni mossa non può esserci improvvisazione. “Essere attivi sui social media vuol dire, innanzitutto, essere a stretto contatto con i propri fans. Sentire virtualmente il calore dei tifosi è sicuramente un notevole vantaggio per qualsiasi campione. Bisogna stare attenti, però, poiché tali strumenti possono anche riversarsi contro” spiega il Dott. Mario Chiocchetti, laureato in ingegneria informatica e fondatore della Chiocchetti Web Solutions.

Che tipo di strategia bisogna adottare per essere credibili di fronte a milioni di follower?

«Un comportamento naturale e spontaneo viene sicuramente apprezzato molto dagli utenti delle varie piattaforme social. Tutto ciò che emoziona genera interazione e condivisione. I consulenti possono, tuttavia, dare delle dritte per far aumentare l’engagement, ovvero il coinvolgimento del pubblico, o evitare che tali canali diventino un’arma per gli haters usata per danneggiare l’immagine del campione».

Quali sono i benefici in termini economici?

«Avere una pagina social con un’elevata reach (portata) organica dei post vuol dire anche avere una vetrina ben esposta per aziende e attività commerciali che vogliono pubblicizzare i loro prodotti. I canali social rappresentano per molti sportivi una vera e propria fonte di reddito: basti pensare che Cristiano Ronaldo, durante lo scorso anno, abbia incassato 43 milioni di euro pubblicando 49 foto sponsorizzate sulla sua pagina Instagram. Dunque, il suo guadagno è maggiore come influencer che come calciatore della Juventus».

Qual è secondo te il successo del modello Ronaldo?

«Bisogna dire che Ronaldo è un calciatore “personaggio”, essendo tra i marcatori più prolifici nella storia del calcio e tra i migliori calciatori di tutti i tempi. Sicuramente la notorietà del personaggio ha influito molto sui suoi profili social; tuttavia, non rappresenta un caso unico e molti calciatori e personaggi dello spettacolo sfruttano la popolarità per monetizzare la loro pagina Instagram».

Quanto conta oggi la popolarità sui social?

«L’immagine è tutto per un professionista calcistico. Mantenerla nel tempo, anche nel post-carriera, può tornare molto utile. Tuttavia, dipende molto dai progetti di vita che si hanno».

Quali prospettive per gli sportivi sulla piattaforma Tik Tok?

«TikTok è sicuramente il social del momento e potrebbe avere in futuro un successo ancora maggiore. Essendo utilizzata, ad oggi, maggiormente dai giovani appartenenti alla generazione Z, potrebbe essere un modo per raggiungere un pubblico più giovane e restarci in contatto. Già sono diverse le squadre ed i calciatori approdati sul nuovo social: tra le squadre calcistiche troviamo l’Inter, la Roma, la Cremonese, la Fiorentina; tra i calciatori Vieri e Florenzi»

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