La sfida fratricida per Tokyo. Caro amico devo batterti «Uno solo alle Olimpiadi»

Gianluigi Noviello,  

La sfida fratricida per Tokyo. Caro amico devo batterti «Uno solo alle Olimpiadi»

Sarà un testa a testa fratricida tutto in salsa partenopea quello che andrà in scena nella categoria dei -81 kg del judo maschile: alla ricerca dell’unico pass olimpico per Tokyo ci sono infatti Christian Parlati – 22 enne prodotto della Nippon di Ponticelli ora in forza alle Fiamme Oro – ed Antonio Esposito, 25 enne tesserato per le Fiamme Azzurre. Rivali sul tatami, ma amici da una vita, i due judoka raccontano le loro sensazioni in vista del rush finale verso la rassegna a cinque cerchi: “Ci alleniamo insieme e la maggior parte della nostra giornata tipo la viviamo quasi in simbiosi – afferma Esposito – personalmente la sto vivendo tranquillamente senza grosse pressioni, poi a maggio si vedrà chi tra i due è stato più bravo ed avrà raggiunto l’obiettivo”.

Il ranking per ora vede avanti Parlati che con 2186 punti all’attivo si trova in diciottesima posizione e con un margine rassicurante sul primo dei non qualificati, mentre Esposito è trentaduesimo con 1662 punti. “Ad essere sincero non credo che lo scontro sia tra me ed Antonio ma con il resto del mondo – spiega invece Parlati, campione del mondo juniores nel 2018 – Tokyo è molto vicina ma io la vivo con la massima tranquillità”. Il 2020 agonistico per entrambi si aprirà subito con il prestigioso appuntamento del Grand Slam di Parigi, in programma il prossimo week end nella capitale francese, con in palio punti pesanti in ottica qualificazione: “Spero di poter fare subito bene – aggiunge Parlati – sarà la mia prima volta a Parigi e ci tengo a fare bella figura”.

Esposito invece lo scorso anno è andato vicino al podio, con un 7° posto finale nella poule di ripescaggio per la medaglia di bronzo che grida ancora vendetta; per entrambi il judo non è soltanto uno sport ma un autentico stile di vita: “Per me questo sport è tutta la mia vita – racconta Esposito – anche quando un domani la mia carriera da agonista finirà il judo farà parte della mia vita per sempre. Ho iniziato seguendo le orme di mio padre e mio zio, ma fortunatamente la tradizione di famiglia proseguirà, visto che anche gli  altri miei due fratelli si sono appassionati a questo sport e stanno facendo un percorso brillante”.

Discorso simile anche per Parlati, figlio di Lello e nipote di Massimo, emblema del judo nel quartiere di Ponticelli: “Ho iniziato al Nippon Club all’età di 3 anni soprattutto per stare con mio padre, che è maestro di judo. All’inizio è partito tutto come un gioco, poi andando avanti ho iniziato ad amare tutte quelle emozioni che questo sport ti può regalare”. Grande rispetto ed amicizia tra i due leader italiani nella categoria dei -81 kg, pronti ad imparare e migliorare l’uno dall’altro: “Antonio è un campione sia fuori che dentro il tatami -conclude Parlati – quello che lo ha sempre contraddistinto è sicuramente la tenacia e la capacità di non mollare mai”.

Parole al miele anche quelle di Esposito: “Io e Christian siamo due atleti per qualità fisiche e modo di combattere totalmente diversi, se facessimo una fusione verrebbe fuori l’atleta perfetto – scherza il bronzo europeo a Tel Aviv 2018 – peró di lui apprezzo molto la sfrontatezza con la quale affronta le gare”. Istituita nel 2000 a Sydney, la categoria dei -81 kg non ha ancora portato medaglie all’Italia: c’è da riscattare  il bronzo sfiorato da Marconcini nel 2016 a Rio de Janeiro, mentre la Campania ad oggi si conferma come regione leader, avendo già qualificato Pino Maddaloni ed Antonio Ciano, rispettivamente a Pechino 2008 e Londra 2012. Rispetto all’Olimpiade di Rio la Campania ritrova un judoka a rappresentarla alle Olimpiadi, ma resta un numero inferiore a Londra 2012 dove i qualificati campani furono tre, in diverse categorie di peso. In questo quadriennio, appunto, l’unico qualificato arriverà dalla categoria -81 kg. Sperando nei nuovi talenti in netta ascesa.

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